In riferimento all’intervista con Giuseppe Bianco dell’Albus edizioni , abbiamo avuto modo di scoprire le iniziative editoriale della casa editrice napoletana per scovare talenti nascosti.
Si trova in libreria”Oltre il sipario”, antologia di poeti emergenti che hanno voluto inviare alla casa editrice liriche aventi ad oggetto il tema della vita come teatro.
Giuseppe Gambini ha curato la raccolta, selezionando le migliori poesie.Ha scelto bene le poesie, in modo da presentare una varietà di liriche che, nel tema, hanno la dignità della loro diversità. Si va così dalle quattro pareti in cui si consuma ogni sera il dramma della vita, lirica opera dello stesso Gambini all’ultima danza, che muore col sogno, di Gloria Venturini, passando per l’esplicito sipario della vita, di Giuseppina Iaccarino, e per i tasselli ribelli di un pianoforte, di Antonella Marseglia.Cosa resterà di questa commedia dell’esistenza?Forse il rimpianto di aver recitato un copione che abbiamo per forza dovuto accettare. scrive Renzo Montagnoli
Abbiamo chiesto a Giuseppe Gambini di raccontarci la sua esperienza e la collaborazione con L’Albus edizioni e chi ha risposto così: la mia collaborazione con la Albus è nata per puro caso, quando nel 2008 avevo vinto il primo premio nella sez. narrativa del Premio “Le parole per te - Città di caivano” con il racconto “Note in libertà” che sta racimolando ancora dei premi.
In quella occasione conobbi l’Editore al quale offersi la mia disponibilità per eventuali iniziative da seguire nell’area di Milano. Questa occasione è nata lo scorso ottobre, quando l’Editore - non potendo venire a Milano - mi ha chiesto di seguire la presentazione del libro “Harry Hastings” di Charlotte Bronte tradotto da Maddalena de Leo che pubblica con la Albus presso la British Conseul di Via Manzoni a Milano.
L’evento ebbe un buon successo e la mia collaborazione fu a titolo gratuito, per cui l’Editore mi chiese che se avevo qualche idea per un’antologia sarebbe stato disponibile a pubblicarla e farne pubblicità. Tutto qui… semplice no?
Ovviamente dall’inizio ci ho creduto tanto anch’io, anche per la mia passione teatrale, e ce l’ho messa tutta per dare all’Editore, ripagando la sua fiducia, un lavoro originale e di qualità.
L’obiettivo credo d’averlo raggiunto; la partecipazione è stata di oltre 100 autori ma non tutti - come dico nella presentazione del libro - pur inviando dei testi validi e pubblicabili - non hanno centrato la tematica che volevo, cioè la metafora Vita-Teatro.
IL 60% dei testi selezionati sono validissimi, non solo dal punto di vista poetico, ma soprattutto per la sensibilità e per aver saputo dare il giusto il risalto ai vari aspetti insiti nella tematica. Non a caso questo concetto è stato molto evidenziato dai critici.

Marina Bisogno








