Jean Claude Izzo: storia di un marsigliese

Da Perdisa Pop un libro sulla vita avventurosa del celebre scrittore francese

Stefania Nardini, scrittrice e giornalista, è autrice del libro “Jean Claude Izzo- storia di un marsigliese”, pubblicato da Perdisa editore, per la collana Perdisa Pop.
Si tratta di un saggio, una raccolta di notizie frutto della passione che la Nardini nutre per questo scrittore e giornalista marsigliese.

Legge i suoi libri, una notte lo sogna e decide di volare a Marsiglia, dove resta quattro anni. Incontra Sebastin Izzo, figlio di Jean Claude e alcune delle donne che hanno fatto parte della sua vita. Marsiglia le parla, la conquista e la induce a ricostruire nel dettaglio la sua incredibile esistenza. Una vita dedita alla cultura, all’impegno politico e sociale, e alla poesia come strumento di riflessione e di sensibilizzazione. Izzo è stato un militante sociale e culturale.

Perennemente in prima linea, armato di penna e fogli, oltre che di una mente brillante. Anno dopo anno, l’autrice segue la crescita di un uomo passionale e talentuoso, che ha fatto della scrittura un modo di essere. “E la poesia è nella strada/ trascinate come una ragazza della notte/ all’angolo del tavolo di un bistrot davanti a un bicchiere di rosso”. Gli anni della politica, le prime collaborazioni giornalistiche, i viaggi, le scelte, gli amori: un’esistenza tumultuosa eppure misteriosa, avvolta da una coltre di silenzi e pensieri inquieti, tipici di un animo sensibile e curioso. Tra le pagine compaiono stralci di pensieri e di poesie, molte delle quali tradotte per la prima volta in Italia.

È un libro per gli amanti dei libri, per gli innamorati della scrittura e della cultura come modus vivendi. Un testo emozionante, scritto tra il mare e le strade di Marsiglia, anch’essa città simbolo di un modo di essere. Il fermento culturale in cui Izzo è cresciuto è riconducibile non solo al ’68, ma anche alla miscellanea di popoli e razze presenti nella città francese. Izzo ha amato la sua “ville” e questo rapporto viscerale emerge in tutte le pagine della biografia. Stefania Nardini ha lasciato parlare il cuore, ha seguito la sua passione, poi Marsiglia ha fatto il resto, come lei stessa ha dichiarato. Un libretto colorato, ricco di illustrazioni e pezzi di vita. Pagine in cui è facile perdersi immaginando una città in cui anche i vicoli sono capaci di parlare.

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