Sostiene Pereira di Tabucchi

Un libro sulla vita sociale e la partecipazione come forma di libertà

“Il dottor Pereira mi visitò per la prima volta in una sera di settembre del 1992. A quell’epoca lui non si chiamava ancora Pereira, non aveva i tratti definiti, era qualcosa di vago, di sfuggente e di sfumato, ma aveva già la voglia di essere protagonista di un libro. Era solo un personaggio in cerca d’autore. Non so perché scelse proprio me per essere raccontato.” Così scrive Tabucchi in una nota al romanzo per spiegare ai lettori che la storia di Pereira non è frutto della sua immaginazione, ma di un’ indagine sulla vita di un giornalista portoghese degli anni quaranta e cinquanta. Le vicende biografiche di quest’uomo sono il fondamento della storia che ha regalato a Tabucchi visibilità e notorietà.

Lisbona, anni trenta. In Spagna imperversa la guerra civile che avrebbe portato alla dittatura di Franco e la libertà di espressione inizia ad avvertire delle crepe anche in Portogallo, in cui tira un vento tutt’altro che democratico. È estate, neanche la brezza marina riesce ad alleviare le pene del dott. Pereira, giornalista del Lisboa, giornale culturale del capoluogo portoghese. L’uomo ha maturato esperienza dedicandosi per anni alla cronaca nera, fino a quando gli viene offerta la possibilità di collaborare al Lisboa. Profondo conoscitore dei poeti e degli scrittori francesi, si imbatte in un giovane che assume come praticante.

Ben presto Pereira si renderà conto di che tipo di ragazzo si tratta: un repubblicano, un resistente che insieme alla sua ragazza e ad un gruppo di fuggiaschi, combattono per il ripristino della repubblica spagnola.

Pereira è un uomo solo, apatico e per di più malato. Dopo la morte di sua moglie appare privo di qualsiasi stimolo o impulso. Si rifugia nella cultura illudendosi che nulla di quello che sta accadendo intorno possa inficiare la sua attività. Si affeziona a Monteiro Rossi, il suo praticante, e ben presto diventerà complice della sua opera di sovversione. Lungo la strada cercherà di riprendere in mano la sua esistenza e sarà proprio l’amicizia con Monteiro e la sua ragazza a dargli una scossa emotiva. Giorno dopo giorno la censura diventa sempre più pressante e Pereira è ripreso più volte dai suoi stessi datori di lavoro, fino al momento in cui deciderà di fare del suo mestiere una spada affilata.

Il lettore scoprirà con Pereira la missione del giornalista culturale, che più di tutti ha il potere di sfidare la politica e le repressioni della libertà civile. Un buon libro, pagine ricche di storia e di coscienza che catturano l’attenzione del lettore, proiettandolo tra le strade e le piazze di Lisbona, di cui Tabucchi è un gran conoscitore. Il risveglio di Pereira coincide con la conclusione del testo, da cui ciascuno si congeda a suo modo, ma non senza averne tratto un insegnamento di vita.

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