Una come lei di Anne Sexton

Ancora una raccolta di poesie da Via del Vento edizioni

I miei lettori sanno che ho una predilizione per i volumetti di Via del vento edizioni di Pistoia.In altri interventi ne ho messo in risalto l’eleganza e la cura. Ho da poco finito di leggere per la collana Acqua marina, la raccolta “Una come lei” di Anne Sexton, a cura di Marina de Carneri.

Si tratta di una raccolta intima, da cui traspaiono il disagio e la rabbia per una condizione di donna a tratti esasperata. Sono uscita, una strega posseduta/che caccia l’aria nera, più intrepida di notte/che sogna il male, ho fatto il mio dovere/al di sopra delle case normali, luce per luce:/creatura solitaria, con dodici dita, fuori di sè./ Una donna così non è una donna, del tutto./Io sono stata come lei. Proprio così esordisce la Sexton, che con parole semplici, costruisce un telaio di immagini difficili da comprendere fino in fondo. Anne pubblica la sua prima raccolta nel 1960 ma, come scrive la curatrice, le vicende che la condussero a scrivere, risalgono a molto prima.

Una vita matrimoniale fallita e una condizione, quella di donna sposata, che non la soddisfa e che forse non le si confà, tanto da ammalarsi di depressione. Allora ecco che la poesia si rivela il miglior antidoto. “Anne Sexton fu semplicemente una donna che per salvarsi la vita si trovò a trasgredire le convenzioni e che riuscì a sopravvivere grazie alla scrittura” scrive Marina de Carneri.

Le chiavi di lettura possono aiutare per comprendere i moti dell’animo e il contesto sociale, ma la verità di questa poesia va oltre i cartelli che indicano il sentiero, si lascia leggere, interrogare ma non senza l’amaro in bocca.

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