Spacecake 3 spiantati ad Amsterdam

Presentato in occasione del Pisa book festival la nuova creatura di Edizioni Creativa

Pensavo fosse arancione. Arancione come i tulipani. Arancione come le maglie della nazionale di calcio. Arancione come la cartina geografica che coloravo con la maestra Olga alle elementari. Una cartina con su scritto, al nero indelebile, OLANDA. Invece no. Escluso qualche sfondo di verde vivo, predomina il marrone in tutte le sue sfumature. Scorrono immagini marroni. Il camper attraversa lande desolate. Marroni. Il camper è avana e cammina pigro. Ha un fare svogliato, indolente. Ventidue ore chiusi al suo interno. Rabbia e stanchezza. Dormiamo, mangiamo, pisciamo e guidiamo dentro una scatola che viaggia. Ha sembianze e movenze umane. È un ventre umano con dentro tre stronzi. Tre stronzi e una meta, Amsterdam”.

Avete presente il celebre film “Road Trip”? Beh “Spacecake” di Pierpaoli Alessio, Francioli Duilio e Marabitti Mirko è una storia tutta italiana di un viaggio ricco di sorprese ed avventure. Edito da Edizioni Creativa per la collana “Esperimenti Letterari”, ha sorpreso notevolmente il pubblico del Pisa book festival.

Il libro è stato scritto a sei mani e racconta il viaggio di tre amici scanzonati, che decidono di trascorrere il capodanno ad Amsterdam, la città della trasgressione per antonomasia. A bordo di un camper, dopo ventidue ore di viaggio arrivano nella tanto agognata città, pronti a gettarsi nella mischia di una capitale diversa da qualsiasi altra in Europa. Le voci dei personaggi si alternano lungo le pagine del libro. Tre voci diverse per carettere, e stile, tre amici che decidono di partire insieme, ma che spesso si ritroveranno soli con se stessi. Leggendo, balza all’occhio la scelta stilistica degli autori: calcare il cambio del punto di vista adoperando un carattere diverso.

Il lettore ripercorre i pensieri, le osservazioni dei protagonisti e ride con loro. Ride perché il racconto è genuino, perché Amsterdam è proprio come la descrivono gli autori, perché pare quasi di essere in uno di quei coffee shop dove non si può bere, ma solo fumare, e anche il lettore resta incredulo davanti ad un divieto del genere. Tre voci, tre personalità, tre penne per raccontare un’unica esperienza, comune a tanti giovani, che partono per perdersi a piazza Dam ad Amsterdam. Città romantica, ricca di canali ma anche di contraddizioni, di stili e tendenze. I tre protagonisti diventano amici del lettore, che non potrà fare a meno di notare, alla fine, quanto il trio sia cresciuto.

La voglia di vivere e di viversi filtra da ogni singola riga, ed è reale l’alternanza tra momenti di totale condivisione e di amara solitudine in cui ciascuno dei ragazzi si imbatte. Litigano, si divertono, si confrontano. Spesso sbottano, ma vogliono vivere, vogliono soprattutto vivere. Un libro semplice, diretto, per giovani ed adulti, racconto di un viaggio che non inizia e non finisce ad Amsterdam.

“L’eccitazione offusca i pensieri e le risa coprono tutti i rumori del mondo. È bello non sentire. È bello non vedere. È bello emozionarsi per una cosa insignificante. Rido insieme ai miei amici e questa è l’unica cosa che conta”.

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