Fernando Pessoa è tra i maggiori esponenti della letteratura portoghese ed europea del Novecento. Meglio conosciuto per le sue immense doti poetiche, è anche autore di racconti. Il Banchiere anarchico è la raccolta di tre racconti, uno dei quali regala il titolo alla collezione di Guanda editore.
Può un uomo d’affari essere anarchico? Cosa vuol dire dichiararsi anarchico? “L’anarchia è la ribellione contro tutte le convenzioni e le formule sociali” e la realizzazione apparentemente utopica del progetto anarchico diviene, secondo il banchiere, un progetto da coltivare nel proprio intimo.
È Pessoa che esprime il suo punto di vista e lo fa sbalordendo il lettore, travolgendo i luoghi comuni e lasciando spazio alla fantasia. L’anarchia deve passare necessariamente attraverso una rivoluzione sociale, ma la storia insegna che gli uomini che si battono per la rivoluzione, sono gli stessi che poi si pesteranno per detenere il potere e il comando, violando i principi basilari per i quali erano scesi in campo.
Il banchiere racconta la sua storia ad un giovane giornalista, scettico sulla possibilità che l’anarchia possa conciliarsi con la ricchezza. Pagina dopo pagina, l’autore offre una stravagante visione dell’ideale anarchico, che lascia spazio all’iniziativa personale e premia l’audacia del singolo, che deluso dalle masse, decide di perseguire i propri obiettivi e castelli sociali. Il punto cruciale della questione è quello della ricchezza detenuta dal banchiere, che costituirebbe una palese incongruenza rispetto alla lotta sociale su cui l’anarchia si fonda. Ma secondo il protagonista, la scelta di guadagnare soldi, è il frutto di una presa di coscienza lucida e fredda che la realizzazione di una società nuova transita attraverso una rivoluzione del singolo, che si impegna giorno dopo giorno.
Anarchia non vuol dire rinunciare al proprio talento, alla propria intelligenza. Il denaro è il peggior nemico dell’anarchico, specie se non lo si possiede, spiega Pessoa. È l’applicazione che fa la differenza, non la qualità. Il racconto offre spunti interessanti di ragionamento, oltre che l’ennesima prova della genialità del poeta portoghese, che si riconferma il padre del paradosso letterario.

Marina Bisogno








