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C'era una volta la libertà di pensiero

Un grave smacco alla libertà di pensiero e all'editoria libera

L’art 21 della Costituzione italiana sancisce la base della democrazia italiana: la libertà di pensiero, manifestabile con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. L’uguaglianza e la libertà segnano la linea di confine tra la democrazia e la dittatura, e inquieta sapere che quella demarcazione rischia di non essere più così netta.

L’assessore veneto all’istruzione, Elena Donazzan, ha chiesto di bandire dalle scuole venete le opere degli scrittori che hanno firmato nel 2004 per la liberazione di Cesare Battisti, mentre l’assessore alla cultura Speranzon ha chiesto che vengano eliminate dalle biblioteche. ”Invito chi non l’ha ancora fatto - dice la Donazzan - a togliere la firma dall’appello e nel contempo lancio in appello ai dirigenti scolastici a non adottare i libri di chi continua a mantenere il suo nome a sostegno di chi è stato riconosciuto come assassino”. “Scriverò agli assessori alla Cultura dei Comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite e chiederò loro, dato anche che le biblioteche civiche sono inserite in un sistema provinciale, che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali: è necessario un segnale forte dalla politica per condannare il comportamento di questi intellettuali che spalleggiando un terrorista” ha incalzato Speranzon, che ha aggiunto: «Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità

Questa è la notizia, taciuta dalla maggior parte dei media, ma che ha suscitato diverse e fondate polemiche. La giornaliste e scrittrice, Stafania Nardini, autrice del libro Jean Claude Izzo, da me recensito per voi, e la casa editrice Perdisa Pop, sono solo alcuni dei nomi di coloro che hanno manifestato la loro indignazione rispetto ad un gesto di chiaro stampo dittatoriale.

Non si tratta di rispettare le vittime, non si tratta di proteggere o meno un terrorista, si tratta solo di libertà, nel senso più puro del termine.
Bandire testi dal territorio veneto è un gesto deprecabile e offensivo, che lede anche il diritto dei cittadini di scegliersi gli autori da amare.

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