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Jules e Jim

Dalla penna di Roché una storia immortale

All’età di settantaquattro anni, Henri-Pierre Roché decide di raccontare la storia d’amore che aveva legato lui, il suo miglior amico, Franz Hessel e la moglie di quest’ultimo, Helen Grund. Il risultato è il celebre romanzo Jules e Jim, da cui nel 1961, François Truffaut, trae il film omonimo.

Edito da Gallimard editore di Parigi, il romanzo, è stato pubblicato da Adelphi a metà degli anni Ottanta. Difficile esprimere le emozioni che la storia di Jules, Jim e Kathe suscita. Ad un linguaggio semplice, essenziale, con pochi fronzoli, si oppone una storia avvincente, sopra gli schemi, testimonianza di una vita lontana da cliché e ristrettezze mentali. Sì, perché è di vita che si parla: essa illumina le giornate dei tre protagonisti, implacabili, forti dei sentimenti che legano l’uno all’altro. Amicizia, amore, gelosia, turbamento, vivacità: tutti colori di uno stesso arcobaleno, che dipana le ombre degli umori più neri, riscaldando il cuore dei tre giovani.

Raccontare la storia così come si evolve capitolo dopo capitolo risulterebbe banale, perché quello che domina, è soprattutto il romanticismo, nel senso più puro del termine. La bellezza della vita, l’amore per l’esistenza sono l’altra faccia di un turbamento interiore che sfocia spesso nella rabbia, nell’insofferenza. Kathe e Jim sono schiavi dei lori umori, e si cercano, innamorati, poi si respingono, per poi sbranarsi d’amore e di gelosia. Jules è l’amico fidato, padre dei figli di Kathe, ma non il suo amore, che appartiene a Jim. Treni in corsa su binari troppo instabili, cavalli selvatici che finiscono la corsa e decidono di saltare il burrone, con tutte le conseguenze del caso. Sullo sfondo Parigi in bianco in nero, la Senna con i suoi battelli, i ponti, i vicoli, i caffè nebbiosi. E poi l’Europa, e l’Italia.
“Che cosa aveva amato in loro? Quel loro andare fino in fondo, passando sopra a tutto, sopra a Jules e sopra se stessi. Il loro spirito corsaro-il loro lato Jean Bart, diceva Kathe”.

La scrittura di Roché ha ben poco di fenomenale, serve la storia, che occupa totalmente l’attenzione del lettore, rapito dalla libertà che traspare da queste pagine. Non è finzione, è pura realtà. Il sorriso di Kathe, l’amore e l’incostanza di Jim, la pazienza di Jules restano vivide nella memoria, anche dopo un inaspettato epilogo.

Omaggio a Jules e Jim

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