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Un lavoro di rifiniture che non dovrebbe mai compromettere la voce dello scrittore

Una figura centrale per ogni casa editrice ed un punto di riferimento per gli scrittori, specie se esordienti. L’editor è un artigiano delle parole, colui che legge i manoscritti, taglia, copia, incolla, suggerisce, azzarda, interviene. Il successo di un romanzo o di un racconto, passa anche dalla bravura dell’uomo armato di penna e matita e di un considerevole bagaglio culturale.

Ma quali sono i limiti che un bravo editor non dovrebbe mai superare? Di certo non esiste una regola precisa. Si tratta di un lavoro che si impara sul campo, a furia di divorare libri e manoscritti, di fare appello alla pazienza e all’umiltà, mettendo davanti a sè la scrittura di un altro. L’editing può essere più o meno invasivo, ma l’onestà di una casa editrice sta nel rispettare sempre e comunque l’autore, anche a costo di un rifiuto.

Tra i tanti casi di editing decisamente invasivo, ce n’è uno che ha fatto il giro del mondo. Conoscerete di certo Raimond Carver, scrittore americano divenuto famoso per il suo stile minimalista, asciutto, spesso cinico, tagliente come una lama. Ebbene, pare che dietro la fortuna di Carver ci sia proprio il suo editor. Mi sono imbattuta ne L’uomo che riscriveva Carver, un interessante articolo di Baricco (Repubblica 27/4/1999) che parla del lavoro fondamentale dell’editor di Carver, Gordon Lish.

Baricco racconta di aver letto un articolo del New York Times firmato D.T. Max, in cui l’autore racconta di essere andato in una biblioteca di Bloomington, nell’ Indiana, dove sono raccolte le carte di Lish, per verificare se fosse vera la leggenda che gli attribuisce la riscrittura radicale dei racconti di Carver.
Max è andato a verificare i dattiloscritti originali di Carver con le correzioni di Lish, ed ha constatato che, ad esempio, in Cosa parliamo quando parliamo d’amore l’editor ha tolto quasi il 50 per cento del testo originale, ed ha riscritto il finale a dieci racconti su tredici. Anche Baricco è andato nella biblioteca di Bloomington a verificare di persona, confermando che effettivamente i racconti di Carver in originale hanno ben poco da vedere con quelli “rivisti” dal suo editor.

La notizia ha sconvolto molti dei fans del celebre scrittore, da sempre considerato un successore di Hemingway. Pare addirittura che Carver avesse più volte redarguito Lish per i suoi interventi. Poi è arrivato il successo e Carver non ha potuto più tirarsi indietro.

La domanda è: senza Lish Carver sarebbe mai diventato famoso?

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