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Luce di Marco Melillo

Da Edizioni Opposto.net la prima silloge di Marco Melillo

” Portami lungo la nostra poesia ininterrotta/ la nostra distanza colmata, la nostra fede/rubata ad un comune ascolto la nostra allegria/ che si regge sugli occhi bendati, sulla tua voce squillante/ripresa dal tempo presente (…)”.

Specchi d’ombra, è solo una delle tante storie raccontate da Marco, poeta per vocazione. Covava da anni il sogno di condividere i suoi versi, e grazie alla neo casa editrice Opposto, è stato possibile realizzarlo.

Opposto.net Editore distribuisce i suoi testi su internet, abbattendo così i costi, e non chiedendo contributi per la pubblicazione. Di recente ha lanciato per la collana gli Indaco, la silloge Luce, del giovane Marco Melillo. Si tratta della prima voce maschile tra i poeti pubblicati dalla neo casa editrice romana, che ha festeggiato, a Roma, i primi mesi di attività.

La poesia di Marco è un’alchimia, è una reazione chimica, è contemplazione e sperimentazione allo stesso tempo. Le parole incalzano come musica, lo sguardo si allarga, contemplando nuove dimensioni dell’anima.

Poesia come inno d’amore, come preghiera, come speranza. Lettere scritte dagli anfratti dell’anima per restituire al tempo le immagini che esso si porta dietro. La vita, il rapporto con il proprio io sconfinato, ma soprattutto l’Amore. Marco lo insegue come una farfalla colorata, con lo stupore di un bambino e la passionalità di un poeta. “E l’allegria sembra amara come libertà/ Di stupire/tenendo per mano la vita che non ci appartiene/ondeggiando come anime appese al bagnato aquilone/ Di sabbia di sale e di spume. Chissà se senti che a notte/i bambini/ritornano in spiaggia/a giocare/ che la nobiltà che chiudiamo in un gesto/culliamo tra i ritmi di un mare”.

La meraviglia mista alla consapevolezza, mentre l’autore “si eclissa, solo e inzuppato di sogno”. Poesia dopo poesia si schiudono le porte della sua anima, finestre di vetro colorate, serrande socchiuse, stanze “senza pareti”, “pilastri solidi retti da vuoti ancestrali”. Fiumi di parole si alternano a immagini istantanee, a composizioni ermetiche, sospese tra l’inchiostro e il foglio. E ancora il confronto, la ricerca della Verità nel e oltre l’amore. L’abbandono, la separazione, le illuminazioni e le divagazioni. “È l’amore di incondizionato silenzio/ È un desiderio di non finire, la notte”.

Marco non si nasconde, si svela, giocando con la realtà e la fantasia. Corre con lo sguardo lungo i campi, lungo i porti, tradisce gli orizzonti, le distanze: interroga il cielo. Si incanta, si commuove, partecipa, si perde per poi ritrovare la via, lungo i sentieri della sua stessa poesia. “Specchi d’ombra” di un cuore infinito, che si incanta davanti a “freddi tramonti di Dicembre”.

Altri sogni al calare del giorno

Sarò compagno del tuo silenzio
quando i tramonti mi appariranno
lucidi branchi di greggi assonnate
nelle distese di luce che placheranno la sete:
sarò in inverno
un vento pungente dischiuso sul mondo
sarò la forza che in notti d’estate
scomparirà dai sogni più strani
per ritrovarsi nell’alba in pensieri.
La vita ed il cielo sarò,
una coscienza che si colora d’azzurro
vibrando alle soglie del tempo.

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