Questo sito contribuisce alla audience di

Ultimi interventi

  • Ombre lucane

    Una serie di racconti di Giuseppe Cerone

  • Il bambino

    Spesso, andando indietro nel tempo, cerchiamo di stabilire degli avvenimenti che hanno impresso una svolta alla nostra vita. I ricordi più frequenti ci riportano ai primi anni dell'infanzia e lì si perdono, perché raramente consideriamo nostre le memorie di chi ci ha preceduto.

  • La festa

    Così la mente si lascia andare a rievocare i ricordi, che finora non sapevo neanche fossero tanti e lontani. Si serbano gelosamente, i ricordi, con pudore o con vergogna, con tenerezza o prepotenza, e poi d'un tratto non sono altro che vecchi ricordi.

  • La scuola

    Non c'era la radio, allora, non c'era la televisione: solo gli adulti che parlavano e i piccoli da una parte ad ascoltare, cercando di capire. Non c'erano giocattoli. Quei discorsi accennati appena, quelle allusioni a persone e cose che non comprendevo, quel parlare per frasi spezzate, non facevano altro che aumentare l'impazienza e la voglia di capire cosa dicessero.

  • Il disco volante

    Quello del '56 fu un inverno terribile. Nevicò per giorni e giorni e per oltre un mese rimanemmo bloccati in una morsa bianca. Dalla finestra osservavo la campagna e vedevo il livello della neve crescere sempre di più. Essa era comunque preferibile alla pioggia ed inoltre era bello stare a guardarla mentre scendeva fitta dal cielo e si infrangeva contro i vetri con un soffice rumore.

  • Nonna Caterina

    Quando, da bambino, provavo la sensazione di essere troppo abbandonato alle incongruenze e alle fatalità, agli umori della gente, andavo alla ricerca di un punto fermo a cui appoggiarmi. Di solito lo trovavo nella natura, piante e paesaggi, che più di ogni cosa ha la capacità di rilassare e pacificare l'anima, ma avrei voluto trovare anche fra i miei simili qualcuno che fosse allo stesso modo affidabile. Cercavo insomma, anche se allora non sapevo come definirlo, un qualcosa di 'assoluto'.