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L'avversario: il Genoa, finalmente in A. Per restarci?

La società più antica del calcio italiano, dopo 12 anni di purgatorio in serie B, ritorna in serie A. Ma la squadra di Preziosi (imprenditore che nel mondo del calcio ha sempre vissuto tra alti e bassi), fuoriserie in B, riuscirà a salvarsi in scioltezza nella massima categoria?

Nato nel lontano 1893, il Genoa mancava dalla serie A da ben dodici anni. Teatro che per altro appartiene ai rossoblu, vincitori nel passato (abbastanza remoti) di nove scudetti ed una coppa italia.

Nelle parole del presidente Enrico Preziosi, il Genoa sarebbe dovuto tornare subito competitivo, in massima serie, ma gli sforzi economici effettuati dal presidente nel corso della passata stagione (quando acquistò il fuoriserie Marco Di Vaio, su tutti) non sono stati seguiti da quei ritocchi che avrebbero permessa ai grifoni di fare il salto di qualità. Il Genoa è una squadra all’altezza del Catania, nonostante la differenza di blasone e di budget. Inoltre, il 3-0 nella prima giornata ad opera del Milan ha ulteriormente ridimensionato la squadra di Gasperini che ha visto che la serie A è un’altra cosa.

La gara contro il Catania, probabilmente, sarà una gara di tridenti. E se da un lato giocheranno Mascara, Spinesi ed il “Ronaldo del Sol Levante” Morimoto, dall’altro ci sarà spazio per 3 punte che possono fare davvero male alla retroguardia rossazzurra. Sono Sculli, Di Vaio e Papa Waigo. Soprattutto quest’ultimo, a lungo vicino all’approdo al Catania (considerando anche i rapporti privilegiati tra la società di Pulvirenti e il Cesena), e molto attivo già contro il Milan. Ci si attende la prova del riscatto da Di Vaio, mentre a Sculli (schierato per l’indisponibilità di Borriello) si chiede di giocare per levarsi di dosso quell’ombra di “promessa incompiuta” che su di lui grava a anni.

Questo il possibile undici contro il Catania: Rubinho, Bega, A. Lucarelli, Santos, Konko, Milanetto, Paro, Fabiano, Sculli, Di Vaio, Papa Waigo.

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