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Per il Catania di ritorno al Massimino, un punto contro il Genoa

In una gara dove le notizie sono tutte di natura extracalcistica (la riapertura del Cibali dopo 7 mesi, il minuto di silenzio in onore di Raciti, un terreno di gioco molto simile ad un campo di patate..) il Catania esce imbattuto dalla sfida contro il Genoa e conquista il secondo punto in due partite.

Dopo 7 mesi di esilio, il Catania torna al Cibali e tributa un minuto di silenzio all’ispettore capo della polizia Filippo Raciti: un minuto di commozione e applausi, nella speranza che la serenità respirata al Massimino quest’oggi non rimanga un caso isolato nella stagione della squadra entea.

Aldilà di ciò che gira attorno alla partita, la cronaca sarebbe priva di grandi considerazioni: infatti, il match in se offre ben pochi spunti di riflessione. Sarà stato il terreno di gioco (più simile ad un campo di patate che ad un campo di calcio) ma secondo molti tifosi accorsi al Cibali Catania-Genoa può essere considerata la peggiore partita giocata dalla squadra del liotro negli ultimi anni. Il Catania, in 90′, si affaccia di fronte a Rubinho in poche occasioni e quasi sempre con Spinesi. Ma, in generale, la squadra di Baldini pare svogliata e non sblocca mai il risultato.

Il Genoa, dal canto suo, non fa molto di più: si rende pericoloso un paio di volte con Papa Waigo, ma nonostante il giocatore ex Cesena sia bravo a superare per due volte l’estremo difensore avversario Bizarri, non riesce a realizzare la rete, tra conclusioni imprecise, sfortuna (un palo preso sul finire della prima frazione) e salvataggi provvidenziali (come quello di Stovini nei minuti di recupero del secondo tempo). Annullato inoltre un gol, sempre nel secondo tempo, al brasiliano Danilo che però spinge abbastanza evidentemente il difensore Gazzola, che si schianta sul palo nell’occasione.

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