Ma l’acqua può svolgere – in modo più mirato e preciso – un intervento di ripristino delle condizioni salutari ottimali, un’azione terapeutica. Parliamo insomma delle acque minerali, ricche in sali (oltre 1500 mg/l) destinate alla terapia idropinica, che consiste nel bere una determinata quantità di acqua minerale termale, in precise condizioni di temperatura, orario, tempo e ritmo. La durata della cura dovrebbe essere possibilmente di tre-quattro settimane, ma dovrebbe durare almeno due. In molti casi è utile eseguire due cicli termali all’anno, con un intervallo di almeno due-tre mesi.
La bibita-acqua va bevuta normalmente a digiuno, al mattino, o qualche ora dopo pranzo; a piccoli sorsi e stando in posizione seduta o sdraiata, stando fermi o muovendosi: dipende dal tipo di acqua e dall’indicazione clinica.
Le dosi da bere dipendono, anche in questo caso, dal tipo di cura e di acqua oltre che dall’età del paziente. La somministrazione della cura idropinica è di competenza medica.
Distinguiamo diversi tipi di acque termali:
=> Salse o cloruro sodiche
=> Bicarbonata
=> Carbonica
=> Radioattive
=> Salso bromo iodica e salso iodica
=> Salse o cloruro sodiche
=> Sulfurea
=> Arsenicate ferruginose
=> Oligominerali
=> Solfata
In sintesi:
malattie del fegato e delle vie biliari: acque bicarbonato, bicarbonato solfate, solfate, salse
malattie dello stomaco: bicarbonato, bicarbonato solfate, solfate, salse, carboniche
malattie dell’intestino: solfate, bicarbonato solfate, salse
malattie dell’apparato urinario: oligominerali, bicarbonate, bicarbonato solfate
malattie del ricambio (gotta, obesità, diabete): oligominerali, salse, bicarbonate, bicarbonato solfate, radioattive
in pediatria: arsenicati ferruginose, salse, solfate calciche
in gerontologia: salse, oligominerali, solfato calciche, radioattive
odontostomatologia: prevenzione della carie dentaria mediante acque a contenuto ottimale di fluoro, ovvero 1 mg/l

Anna Maria Cebrelli








