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Furto d'identità: capita a un consumatore su 4

Ma è ancora alta la percentuale di chi non prende precauzioni

logo Il sole 24 ore Il fenomeno era certo conosciuto ma non si credeva fosse arrivato a questi livelli. In pratica la violazione dei dati sensibili è diventato quasi uno “sport nazionale” da parte dei malfattori. Questo dovrebbe sensibilizzare i consumatori e conoscere meglio quanto accade può certo aiutare a prendere le dovute precauzioni. Nel sito Il Sole 24 Ore un interessante articolo ne parla. Di seguito la parte introduttiva:

“Un consumatore su 4 è vittima di furto d’identità. Si tratta, prevalentemente, di liberi professionisti, commercianti e pensionati, residenti nel Centro-Sud, a cui capita di perdere o farsi clonare bancomat e carte di credito, di lasciare memorizzate le proprie password sul pc o, più semplicemente, di gettare nei cassonetti informazioni bancarie e altri documenti sensibili senza prima farli a pezzettini.

Una “distrazione”, di solito scoperta attraverso la lettura degli estratti conto, che costa, in genere, 500 euro, ma è facile arrivare (e superare), anche, quota mille euro. E in più, sottolinea una ricerca su 1.325 consumatori, targata Adiconsum, in collaborazione con Fellowes-Leonardi, il malcapitato può, anche, finire in tribunale per difendersi, per esempio, perché non ha pagato una rata di mutuo di una casa comprata (a sua insaputa) in una nota località sciistica italiana o un finanziamento per l’acquisto di una sfavillante Mercedes, peraltro, pure, intestata, ma che, ovviamente, non ha mai visto…”

Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi

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