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Quando l’aria condizionata attrae più dei prodotti

Quando il caldo e l’umidità imperversano trasformandosi in afa, se non si vuol restare in casa, un’ottima idea è approfittare della frescura dei centri commeciali. Non si è obbligati ad[...]

cane al vento
Quando il caldo e l’umidità imperversano trasformandosi in afa, se non si vuol restare in casa, un’ottima idea è approfittare della frescura dei centri commeciali. Non si è obbligati ad acquistare quindi passarci il pomeriggio, anche solo per guardare, non è peccato e… si sta al fresco. Di questo e altro si parla nel sito Corriere.it. Di seguito la parte introduttiva dell’articolo:

MILANO - «A qualcuno, come me, la città di Milano piace calda, d’estate, quando è immersa nell’afa e lentamente fuma. In queste giornate proverbiali infatti mi sembra che sia cento volte più lei». Così scriveva Dino Buzzati sulle pagine del Corriere della Sera il 2 agosto 1967. C’è chi l’ama nelle gior­nate di pioggia di febbraio, chi invece la preferisce avvolta nella nebbia nel­le sere di dicembre. Lui la prediligeva nei giorni torridi d’estate, quando «la sua bruttezza esplode potente e vitto­riosa, in una sorta di torbido delirio nel quale è dolce sprofondare».

Fa­cendoci sentire tutti un poco eroici. Chissà se oggi la penserebbe ancora così, Buzzati; oggi che Milano è più calda e torrida di quella di quarant’an­ni fa, quando c’erano meno palazzi e più verde e la città non si estendeva tanto. Quando i condizionatori d’aria erano pochi, come pure le auto e ba­stava una passeggiata al parco o ai giardini di piazza Cavour, dove echeg­giava «il canto rauco dell’otaria» per rinfrescarsi…”

Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi

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