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Il ritorno di Jeff Beck

Dopo anni di silenzio il grande chitarrista inglese piazza due album strepitosi.

Chitarrista inglese a denominazione d’origine controllata, Jeff Beck fa parte di quella generazione che ha visto nascere stelle di prima grandezza come Led Zeppelin, Yes, Clapton solo per citarne alcuni. Da sempre è stato chitarrista estroverso e innovatore,
il suo rock energico a tratti stralunato proviene dalla fantasia e dal talento puro essendo le sue conoscenze teorico-musicali ben poco approfondite.

Sin dai tempi dei suoi primi album tra i quali spiccano “Wired” e “Blow by Blow”, ci ha abituato ad avventure sonore e chitarristiche sorprendenti. La sua stratocaster bianca ricca di suoni graffianti, a volte lancinanti e inusitati si sposa bene con i mezzi tecnologici di oggi, la tecnologia dice egli stesso è un mezzo che può essere veramente creativo se sapientemente usata dalle mani di un artigiano come egli è della sei corde.

Dopo l’ultimo album “Guitar Shop” del 1989 sono trascorsi una decina di anni di lungo silenzio in cui sono usciti una colonna sonora e un album omaggio a Cliff Gallup chitarrista cha ha militato con Gene Vincent, prima di ritornare in sala d’incisione per un album vero e proprio a suo nome. Ma Jeff Beck ci sorprende ancora e nel giro di meno di due anni ci scodella due album notevoli, il primo del ’99 “Who else” (“Chi altri”, se non lui?) e poi “You had it coming”. In quest’ultimo lavoro si assiste ad una ricerca musicale che prende spunto addirittura dalla techno con numerosi groove di batteria su cui si innestano melodie e riff accattivanti. I suoni sono come sempre interessanti basti pensare che nel brano Blackbird, Jeff ha usato oltre al bottleneck una forchetta da cucina per imitare nelle note alte il canto del merlo (blackbird appunto).

Ormai lanciato verso la sessantina Jeff ci lascia ancora a bocca aperta davanti alla notevole energia che tira fuori sfruttando elementi musicali che provengono dalle nuove generazioni come la techno. Questi ultimi album (ma se potete ascoltate anche le vecchie produzioni) rappresentano una buon occasione per avvicinarsi ad un chitarrista che vi regalerà esperienze sonore non certo indifferenti.

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