Questo sito contribuisce alla audience di

Risurrezione Petacchi

Dal ritiro alla vittoria, il campione è solo lui.

Quest’anno il Giro non smette di regalare emozioni. A lungo siamo stati abituati al ritiro di corridori illustri che, nel timore di collezionare insuccessi in un periodo non felice della loro carriera, inscenavano cadute o accidentalità per mascherare la loro vigliaccheria agli occhi dei tifosi affamati di vittorie.

Questa volta, la storia ha avuto una piega diversa dal solito e gli amanti del ciclismo hanno potuto assistere ad un irripetibile esempio di sportività mista a grinta, carattere e lealtà.

Dopo la caduta della crono, Alex Petacchi aveva mille ragioni per ritirarsi; d’altronde la maglietta squarciata e il taglio profondo all’altezza della spalla costituivano prove inequivocabili sulle sue pessime condizioni fisiche. Inoltre l’essersi aggiudicato quattro tappe del Giro costituiva un pretesto in più per mollare tutto e tornare a casa soddisfatto del proprio operato.

E invece la tigre di La Spezia, contro ogni pronostico, contro ogni dolore, supportato da compagni fiduciosi e mai recidivi, ha tagliato il suo quinto traguardo da vincitore con la gioia e la commozione di molti.

Con il successo di Pavia, Petacchi ha impreziosito il ciclismo italiano con una bella storia da raccontare e rivivere nella mente di tutti gli appassionati.