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Giorgio Bettinelli: un viaggiatore italiano in Cina (2003-2006)

Un lungo viaggio in Vespa attraverso la Cina

Giorgio Bettinelli, viaggiatore italiano in  Cina si ferma in un villaggio durante il suo All China Tour a bordo di una Vespa

Giorgio Bettinelli, scrittore italiano nativo di Crema, ha compiuto un lungo viaggio in Cina durato diciotto mesi.

Nonostante nel 1982 il vespista italiano avesse abitato per alcuni mesi in Cina, ritornandovi negli anni successivi a più riprese, ha maturato l’esperienza più importante a partire dal 2003.

Nel luglio di quell’anno sposa Ya Pei, originaria di Taiwan, conosciuta a Katmandu durante il viaggio dalla Terra del Fuoco alla Tasmania e sua compagna di viaggio in sella ad una Vespa dal Nepal all’Indonesia.

Dopo la morte del padre, avvenuta il 2 novembre 2003, Bettinelli sente l’urgenza di ripartire: “Via dall’Italia, subito! Staccare tutto, spegnere tutto, scappare; via!” scrive nel suo ultimo libro.

Si trasferisce dunque a Taiwan per alcuni mesi e poi in Cina. Dal luglio 2004 cura, per Feltrinelli Editore, un blog intitolato “La Cina è vicina” in cui racconta dei personaggi, dei luoghi, delle vicende cinesi.

Nel 2006, servendosi di una serie di conoscenze, ottiene la patente di guida cinese (quella Internazionale non è riconosciuta dalle autorità) e decide di compiere un viaggio su due ruote attraversando tutte le 33 provincie in cui è diviso amministrativamente il Paese.

Già noto per i suoi quattro lunghi viaggi compiuti a bordo di una Vespa (la prima ricevuta in Indonesia come pagamento di vari crediti) si mette in contatto con l’azienda Piaggio per proporre il suo progetto.

L’idea piace e, come racconta nell’intervista rilasciata al portale Cina Oggi, inizia una tortuosa procedura burocratica per importare una Vespa, veicolo non ancora commercializzato in Cina. Alla fine, grazie ad una lettera con cui la società cinese Zhongsheng, partner di Piaggio in una joint-venture,si fa garante, Bettinelli ha il via libera e il suo sogno diviene realtà.

Giorgio Bettinelli, viaggiatore italiano in  Cina si ferma a piazza Tian An Men  durante il suo All China Tour a bordo di una Vespa

Durante il suo peregrinare attraverso l’impero di Mezzo il vespista percorre in un anno e mezzo oltre 39.000 chilometri, toccando ciascun capoluogo di provincia. Un progetto - come lo definisce lo stesso Bettinelli- “duro, adulto, determinato” che non è mai stato realizzato prima, né da un cinese, né tantomeno da uno straniero.

Il diario di viaggio in cui è raccolta questa esperienza, La Cina in vespa, non si limita ad informare circa la storia dei luoghi visitati ma riporta anche storie di vita quotidiana.

Una fra le più belle, intitolata la Meravigliosa avventura di Ma Yan (un estratto è trascritto sul sito del suo fan club), racconta di una ragazzina cinese di nome Ma Yan che vive nel Ningxia, regione autonoma della Cina al confine con la Mongolia Interna. La giovane appartiene ad una famiglia poverissima che non può permettersi di farla studiare. Per una serie di fortunate coincidenze i diari di Ma Yan finiscono nelle mani di una giornalista francese, Pierre Hanski, corrispondente da Pechino per Liberation. La successiva traduzione e pubblicazione di estratti dai diari di Ma Yan su Liberation non solo fa conoscere al mondo la gente del Ningxia, ma cambia anche il destino di centinaia di famiglie. Alcuni lettori inviano donazioni private e, visto il crescente interesse attorno all’argomento, i diritti di traduzioni dei Diary of Ma Yan vengono acquistati da importanti case editrici. Il ricavato confluisce in un fondo destinato all’educazione scolastica di bambini e ragazzi in tutta la provincia.

Bettinelli offre al lettore uno spaccato della Cina contemporanea. Durante il suo All China Tour non si limita a visitare i centri urbani più sviluppati; si sposta di frequente fra sperduti villaggi di campagna e racconta con voce emozionata ciò che vede con gli occhi e con il cuore. La sua è la testimonianza più recente di un viaggiatore italiano in Cina.