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IL BRIGADIERE PASQUALE ZAGARIA AMA LA MAMMA E LA POLIZIA

Italia 1974 - Regia Mario Forges Davanzati - Con Lino Banfi, Francesca Romana Coluzzi, Aldo Giuffrè - Durata 100 minuti.

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Il godereccio da il meglio di sè.

Ci sono tracce di sopraffino e respiro di grazia artistica fra il
grossolano tessuto in cui sono assortite le posticce vicende del
brigadiere Pasquale Zagaria. Costui è un agente dalle
straordinarie qualità “trasformolistiche” che, espulso
dalla polizia, sfoga la sua delusione nei titoli di testa,
danzando e cantando un tangaccio e dando così creazione a un
momento di raro e magnetico trash che fai fatica a dimenticare
una volta visto.

FIOR DI OGNI FIORE“- canta il Lino
Banfi   - “CON TUTTO CHE MI HAI PUGNALATO IL
CUORE LA POLIZIA RIMANE IL PRIMO AMORE.
FIORE SCARLATTO ADESSO PIU’ NON SONO UN
POLIZIOTTO E QUESTO AMORE IO ME LO SBATTO
“.

Ma Pasquale Zagaria
ha l’occasione di riabilitarsi nei confronti della polizia,
mettendosi sulle tracce di un gruppo di banditi. Tutto si svolge
fra dialoghi ricotteschi e situazioni dal nesso azzerato, amene
battutacce e citazioni dottastre:”IL MORO DI ZURIGO
GUGLIELMO OTELLO
” - o - “COME DISSE SANDOKEN
NEI SETTE MERI, PER VOI  SONO CHEVOLI AMERI
“.

In tutto questo Lino Banfi ci sguazza con sconvolgente
virtuosismo. La sua recitazione anche quando intrisa di smorfie
sibiline e versacci ululanti, è nobilmente ispirata.

Basta guardarlo nella scena delle catacombe dove si trova al
cospetto di una moltitudine di scheletri, uno più improbabile
dell’altro, per capire che Lino Banfi conosce come pochi altri al
mondo il gioiello della scansione comica. Per non parlare dei
duetti con il “cattivissimo” Aldo Giuffrè (altro
grande attore dal tocco nobile), o con la moglie Francesca Romano
Coluzzi (un’attrice brava e piena di autoironia autentica e
serena e non quella falsificata e rabbiosa di tante pseudocomiche
di oggidì).

Nobile, tutto molto nobile, becerissimo e nobile. Non a
caso, con questo film, Lino Banfi divenne l’indiscusso principe
del “godereccio”, o meglio,  l’attore che nel
peggio sapeva dare il meglio di sé.