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LO CHIAMAVANO TRINITA' (THEY CALL ME TRINITY)

Italia 1970. Regia E.B.Clucher. Con Terence Hill, Bud Spencer, Farley Granger, Stephen Zacharias, Dan Sturkie, Toni Norton, Gisella Hann. Durata 111 minuti.

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Fondina con pistola striscia su terreno
arido da deserto.

Stivali, sbordanti da una lettiga, strisciano anch’essi. Prime
note, di un prodigioso e fischiettato motivo, volteggiano fra
attoniti sensi uditivi in tutt’uno con quelli visivi.
Simpatica
faccia di bronzo, che spunta da un cappello calato sugli occhi,
sbadiglia. Stà sonnecchiando su una lettiga ,
vestiti indubbiamente trasandati, piedi inequivocabilmente
sporchi. La lettiga è trainata da un cavallo malmesso. La musica
accrese, il motivo si fa canzone, il fischiettio  si fa
cantata solennemente westeggiante. Titoli di testa.

Stazione di sosta. L’uomo si sveglia, si stiracchia, infila gli
stivali, si alza trascinandosi dietro il cinturone con pistola,
si incammina nel classico pigro incedere a piedi trascinati del
fannullone in ozio perpetuo. Non c’è dubbio, l’uomo è un uomo
che si trascina e trascinandosi riesce ad essere un gran fico.

Trinità, nell’antologia
cinematografica, fece irruzione così, con questo incanto di
scena pienamente impressasi nella memoria collettiva e Terence
Hill, attore che aveva già una buona consuetudine con il genere
Western, divenne un beniamino assoluto.

Con lui Bud Spencer nei panni di BAMBINO, il fratellone placido,
brutale e cinico di TRINITA’ che si finge sceriffo per poter
mettere le mani sulla più bella mandria di cavalli ancora da
marchiare che abbia mai visto. Fra i due attori si 
percepisce un magico affiatamento, le caratteristiche di entrambi
(Terence bello, snello, furbo e irriverente, Bud  massiccio,
spiccio, rozzo e risoluto) si fondono a perfezione 
innescando pura energia comica. Nasce così una delle più
celebri coppie comiche del mondo (i due avevano già lavorato insieme in
diversi film ma non erano ancora coppia ufficiale).

Pochi critici lo hanno scritto ( e pochi critici si sono presi la
briga di guardarli a fondo i loro film) ma Bud Spencer e Terence
Hill sono eccellenti attori (ritorneremo sull’argomento). Così
come eccellente è il regista E.B.Clucher che con “LO
CHIAMAVANO TRINITA’ ” non realizza una parodia del Western
(ne ha troppo amore e rispetto) ma una festa,  con i suoi
tanti luoghi comuni  portati all’eccesso con spirito e
ironia, ma anche tanto romanticismo: fagioli, cattivoni
capeggiati dal maggiore (il viscontiano Farley Granger)
signorotto di tutto il paese, sgangherati e caciaroni predoni
messicani che ogni tanto sconfinano per una minestra, il truce e
impassibile MORTIMER che mai parola si concede, si concede solo
un quasi impercettibile sorriso quando il suo degno socio (Toni Norton) gli
dice :”HAI SENTITO MORTIMER? IL MAGGIORE DICE CHE L’AIUTANTE
SCERIFFO E’ UN TIPO VELOCE”, e soprattutto le tante
scazzotate sberle e mazzolate ai cattivoni, marchi di fabbrica di
Bud e Terence.

Tanti di quelli che all’uscita del film erano bambini sono
diventati adulti senza riuscire mai a fare a meno di tornare
bambini e inaffiati di incanto tutte le volte che la televisione
lo ripropone. “EHI
ELEGANTONE” - “DICI A ME?” - “Sì A TE,
PEZZENTE” . Battute come queste hanno segnato più di una
generazione e qualche altra ancora ne segneranno.