Questo sito contribuisce alla audience di

IL SIGNOR QUINDICI PALLE

Italia 1998. Regia Francesco Nuti. Con Francesco Nuti, Sabrina Ferilli, Novello Novelli, Antonio Petrocelli. Durata 100 minuti.

I colpi di biliardo sono veramente pregevoli.

Tutto il resto no.

“IL SIGNOR QUINDICI PALLE” è il film successivo al mortificante “OCCHIOPINOCCHIO” e allora c’è la perfida sensazione che l’ispirazione di Francesco Nuti non sia più tanto rosea e paffuta, anzi, si è ammalata di febbre gialla, ossia , quella simpatica febbre che porta con se deliri e allucinazioni. Sull’onda di siffatta lucidità mentale, Nuti, ha realizzato un film fatto di nullaggine, scempiaggine e massicce pennellate di inutilaggine.

Francesco Nuti è Francesco Di Narnali, un asso del biliardo, l’unico al mondo a mandare in buca 15 palle con un colpo solo. Incontra Sabrina Ferilli, donna di malaprofessione, l’invita a cena e lei accetta chiedendo in cambio un milione e mezzo. Va bene. A patto che si finga la sua ragazza e si finga molto cattolica. E così la Ferilli va a cena dalla famiglia di Francesco, ma…ma…ma…ma lasciamo perdere, inutile risalire alla trama, sono solo sconcicherie: nonne prese a pugni, fiori rubati al cimitero, asinate su cavalli da giostra imbizzarriti, donne vestite di nero e donne vestite di rosso che marciano, nonna di Francesco, mamma, sorella e zia Lina che origliano ad una porta trasparente. In mezzo, virtuosi colpi di biliardo ed è in questi momenti che Francesco Nuti trova cordinazione(ci vuole una cordinazione suprema per mettere a segno simili colpi con la stecca da biliardo e Nuti esegue tutti i colpi senza nessuna - così pare - controfigura). Sono questi i momenti migliori del film.
Ma poi la storia riparte, le gags incombono e Nuti riperde la cordinazione, non riesce a dominare il persistere del senso del grottesco come faceva ai vecchi tempi. Tutto gli sguscia dalle mani. Tante gags surreali che non fanno ridere ma in compenso tanto disturbo recano. Ed è un peccato, perché Nuti in tante sequenze, in tanti primi piani, ci offre il suo bel volto inondato di inquieta malinconia, il suo sguardo da cucciolone sembrerebbe volerci comunicare chissà cosa…ed ecco che ce lo stà comunicando…ecco…ci siamo quasi…eh no! Un’altra delinquentissima Gag balorda ci uccide il momento… e, Nuti, quel qualcosa che aveva da comunicarci se lo ricaccia in fondo all’anima…eh si, ritorniamo allo spropositato uso del grottesco.

Il finale ha un tentativo poetico.

Francesco Di Narnali abbandona la finalissima di biliardo e ha un impeto di rabbia verso i tavoli da biliardo in genere. Gli appare il defunto padre barbiere che gli aveva imposto la passione per il biliardo, e gli fa un discorso di parallelismo tra il giuoco del biliardo e il radere la barba.

Il momento poetico non convince perché arduo è costruire poesie su un parallelo di palle che entrano in buca con la freschezza della pelle appena rasata.

Il film si chiude con la delicatezza di una dedica. Scritta nei titoli di coda. Alla memoria del vero padre(effettivamente barbiere) di Francesco Nuti.

Di questo abbiamo rispetto.

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • tomas

    21 Aug 2009 - 22:47 - #1
    0 punti
    Up Down

    il film è del 1998 ed è precedente a occhiopinocchio

  • Tomas

    21 Aug 2009 - 22:52 - #2
    0 punti
    Up Down

    Scusa, è vero, il il film successivo, errore mio, l articolo è ottimo.

  • zobeide

    18 Jan 2011 - 14:08 - #3
    0 punti
    Up Down

    articolo insulso, altrochè