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UN AMERICANO A ROMA

Italia 1954 - Regia di Steno - Con Alberto Sordi, Maria Pia Casilio, Ilse Petersen, Giulio Calì, Anita Durante, Galeazzo Benti, Rocco D'Assunta, Carlo Delle Piane - durata 94 minuti.

UN AMERICANO A ROMA non è una semplice farsa. Esso simboleggia a meraviglia la voglia di America scoppiata in un Paese non ancora risollevatosi dalle macerie della guerra e il cui contatto con gli americani (prima, attraverso le camionette da cui americani amorevolmente sprezzanti tiravano alla gente cioccolatteria e ciungammeria varia, e dopo, attraverso lo schermo gigante del cinematografo) fu per noi italiani un’esplosione atomica che ci contaminò e affascinò mettendo a dura prova il nostro orgoglio d’identità, il senso della patria, della cultura, delle abitudini.

Il romano americaneggiante NANDO MORICONE è una delle più alte creazioni di Alberto Sordi. Da quel grande comico di razza che è si butta in ogni inquadratura a tutto divertimento…scatenatissimo…Con tanta ispirazione impasta il suo personaggio di cialtronate e balordaggini, gli conferisce una finissima grossolanezza, uno strano idioma grossomodo americano solo di suono…Quello che conta non è parlare la vera lingua americana…anzi, difficile pensare che gli americani veramente si dicano delle cose quando si parlano…Quello che conta è coglierne il giocoso monocordìo metallico e affascinante, semplice ed arcano, “UAZZ AMERICAN WUOZZ AWAYA”
, coglierne il godimento, il compiaciemento di spirito dato dalla consapevolezza di essere americano, l’inebriamento dato dal provenire da una città dal nome seducente “AMERICANO DI KANSAS CITY”, la squisitezza del loro cattivo gusto, il pacchianismo delle loro maniere, l’americanismo che spicca in ogni loro fare, l’eroismo delle loro JohnWaynate…MISSIONE COMPIUTA, ANCHE QUESTA VOLTA IL BENE HA TRIONFATO SUL MALE..OF COURSE…ALL RIGHT…Questo si comunicano perennemente gli americani e nient’altro, mentre la mano a dita serrate va militarmente a toccare la fronte con rapido e gagliardo movimento…

Così era la visione che l’Italia del dopoguerra - candida ed incolta - aveva degli americani e delle loro americanate. Alberto Sordi e Steno ce l’ hanno raccontata con tanta ispirata allegria .
Il film rimane uno splendido documento di tale periodo storico…
Ed oggi invece??? Cosa rappresentano oggi gli americani per noi??? Diciamoci la verità…Anche se la loro immagine eroica e senza macchia è uscita un pochino accartocciata dal peso di vicende storiche e di cronaca non sempre dalla loro parte…Ebbene…alzi la mano chi non è più disposto a considerare gli americani come un popolo di gagliardoni.