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TRE UOMINI E UNA GAMBA

Italia 1997 - Regia Massimo Venier - Con Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Carlo Croccolo, Marina Massironi, Maria Pia Casilio - Durata 100 minuti

Aldo, Giovanni e Giacomo non vanno confusi con i soliti comici di matrice televisiva allegramente spintonati dalle oscillazioni d’umore ora al cinema, ora al teatro, ora alla televisione che è da un po’ che manco.

I nostri tre amici, invece, della televisione se ne sono serviti - e qualche volta se ne servono ancora - il giusto…
A onta di tutto ciò, affermiamo con coscienza - mi contraddica chi può - che Aldo, Giovanni e Giacomo sono dei veri attori, anche di smodata abilità…

Hanno forgiato il loro armamentario con il rigore di una onorata gavetta, hanno affilato la loro tecnica con la meticolosità di una accuratissima preparazione: controllo mimico, ritmo, tempistica, controtempistica, reattività, inventiva, tutto è perfetto… I tre hanno studiato e si vede.

Dunque i nostri impareggiabili comici alla stregua di tre secchioni??? Niente affatto… Allo zelo e alla disciplina (virtù quasi indispensabili nel compimento del difficile mestiere del bravo attore) ci abbinano la fervida fantasia e le biricchinate degli studenti ultimi di banco, la gazzarra e i lazzi degli studenti in gita scolastica, quelli seduti in fondo al pullman…

Infatti è il viaggio in macchina la loro dimensione preferita, in quel clima gitaiolo fra amici (tutti qualche volta lo abbiamo provato) fatto delle solite goliardate e delle consuete bricconate…

Il viaggio di “TRE UOMINI E UNA GAMBA” fra Lodi e Gallipoli, diventa un viaggio senza meta, fra continui scherzi e battibecchi, sciocchezze e beffe atte solamente a innescare risate e di nessuna altra pretesa.

Strano ma compatto assortimento è quello dei tre comici…

Giovanni Storti è maniaco della pignoleria e della precisione, ma sempre pronto alla goliardata così come al battibecco…
Giacomo Poretti è sostanzialmente mite ma vorebbe ostentare un livello culturale alto, da lettore del solito libro sfigato di scrittore polacco copie vendute due, e invece è condannato ad essere eternamente beffato e deriso dai due amici.
Aldo Baglio è un curioso personaggio, un po’ appisolato e un po’ malandrino, con la strampalatezza del suo dire, con quel balenio di sfotò sempre presente nei suoi occhi, con quell’apparente assenza di cui a volte si giovano alcuni vivaci spiriti di osservazione…

Tre attori abbastanza abili da mantenere in buona salute una trama piuttosto debole e malaticcia…

Tre attori preparati e scanzonati che non si fanno scrupolo di prendere in giro la cultura inventando una scultura di gamba di dubbio gusto come importante opera di transavanguardia, e reinventado varie citazioni di vari generi cinematografici…

Tre attori preparati e scanzonati ma che sanno rispettare il passato che non passa: offrono un indimenticabile cammeo a Carlo Croccolo, l’attore incurante del tempo e delle mode che passano perchè il suo immenso talento contiene in se quella luminaria dell’universatilità tipica dei grandi attori…

Aldo, Giovanni e Giacomo a questa luminaria leggittimamente ambiscono.