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LA PANTERA ROSA (The pink panther)

USA 1963 - Regia Blake Edwards - Con Peter Sellers, David Niven, Claudia Cardinale, Capucine, Robert Wagner - durata 114 minuti.

Il primo film di una lunga fortunatissima serie ha una esemplare comicità: bella, impeccabile, elegante, catastrofica.

Il regista Blake Edwards (un grande della commedia…”OPERAZIONE SOTTOVESTE” e “COLAZIONE DA TIFFANY” solo per dire due suoi film) ha diretto con grande sobrietà e precisione il coagulo narrativo che vede David Niven nella parte dell’affascinante ladro gentiluomo noto come LA PRIMULA attratto da un diamante di immenso valore ( LA PANTERA ROSA ) in possesso della principessa Dala interpretata da Claudia Cardinale. David Niven non esita a seguire la principessa a Cortina d’Ampezzo e a farle la corte.

Si è deliziati dalla bravura di David Niven, dalla sua classe, dalla sua squisitezza accattivante. Si è inteneriti dal piglio di Claudia Cardinale, brava e radiosa (era alla sua prima esperienza hollywoodiana) per nulla intimorita (apparentemente) dal cospetto del grande David Niven.

Ma siamo nell’ambito di quella commedia chiamata volgarmente “sofisticata” e allora - come da prassi - l’intreccio si infoltisce.

Peter Sellers, ossia l’ispettore Clouseau, è sulle tracce della PRIMULA e si reca anche lui a Cortina d’Ampezzo con la moglie (interpretata dall’ex fotomodella Capucine)…David Niven è anche l’amante della moglie dell’ispettore Clouseau…E c’è anche un quinto incomodo: Robert Wagner nipote di David Niven con la sua stessa propensione al furto e alla bella vita…

La situazione si innalza sino al giusto ingarbuglio nella famosissima scena della stanza d’albergo con il viavai degli amanti di Capucine, le uscite e le rincasate di Closeau, porte comunicanti, gente che si nasconde sotto il letto, dentro la vasca da bagno, nell’armadio, fuori il balcone…

Ma non basta.

E’ in questo dosaggio perfettamente equilibrato che irrompe la devastante propensione al soqquadro dello strabiliante genio di Peter Sellers, che rimbalza da una maldestrezza all’altra spesso anche in un unico lungo piano sequenza (cosa riservata solo agli straordinari talenti). Tutto travolge con la sua imperturbabile misura, tutto divora (ma è segno di salute) con il suo perfetto controllo dei tempi e non c’è modo che vada mai fuori misura, che scalfisca l’equilibrio del film….Un animale comico come pochissimi al mondo (forse nessuno) ce ne sono stati.

Ma non basta ancora.

Del film c’è anche da ricordare l’indimenticabile motivo musicale di Henry Mancini uno dei più fischiettati al mondo

E ancora non basta.

Sono passati alla storia anche i titoli di testa disegnati da Friz Freleng con l’animazione di una pantera rosa maldestra che ebbe tanto di quel successo da diventare una nota serie di cartoni animati…

Insomma pare che il film andò abbastanza bene.