Questo sito contribuisce alla audience di

FORTEZZA BASTIANI

Italia 2002 - Regia Michele Mellara e Alessandro Rossi - Con Giuseppe Gandini, Fabian Ribezzo, Cinzia Veronesi, Denis Fasolo, Cosimo Cinieri, Felice Andreasi, Armando Pugliesi - durata 95 minuti.

Fortezza Bastiani

Michele Mellara e Alessandro Rossi alla
loro opera prima: euforico entusiasmo, eccellenti intenti, risultato medio.

I due registi - compagnoni di Dams - hanno una pluriennale esperienza
di felici avanguardisti teatrali.

Quasi per caso concepirono una sceneggiatura di film e furono premiati
dal prestigioso Solinas (era il 1999).

A tutti i costi hanno voluto farne un film e sono stati puniti (ma
non severamente) dall’ineffabilità del difficile mestiere di fare
un buon film.

Mellara e Rossi hanno avuto per le mani e per la testa una validissima
storia e una suggestiva citazione.
Baldi studenti approdati alla rutilante
Bologna battono la testa e sbriciolano i loro ideali  (e la voglia
di rivolta) contro quel muro privo di fragranza che è il confronto
con l’età adulta, il peso della ribellione, la comodità dell’assuefazione,
l’indolenzimento della grinta.

Tutto questo contribuisce a farti sentire sempre più ribelle
abbioccato, corpo inoperoso, detrito disperso. Meglio rifugiarsi in una
eterna attesa, nella giacenza di una vita trascinata nel rimando.

Di questo sono consapevoli i cinque studenti che si sono condannati
a condividere la loro mollezza in un comune appartamento a cui hanno dato
il nome di “FORTEZZA BASTIANI” ossia il forte dove il Capitano Drago
de il DESERTO DEI TARTARI passa l’esistenza in attesa di un attacco
dei Tartari.
I cinque studenti mentre si trascinano avvertono un disagio
nell’aria…Gli anni passano (e qualcuno di loro non è più
giovanissimo) e le grida di protesta si fanno sempre più faticose.
Diventa difficile non cedere all’onta del compromesso quando bussa alla
porta.

Mellara e Rossi queste cose ci hanno raccontato, un po’ farfugliando,
un po’ balbettando e un po’ imbrogliandosi…Ma erano alla prima esperienza
e un po’ di emozione poteva starci. Il film va avanti ad intermittenza…una
scena bella, una ingurdabile, una bella, una inguardabile…L’ingurdabile
spesso dipende dalla recitazione, veramente incolore, dei tanti beati attorotti
inesperti del film gestiti e diretti dai due registi al grido di :”FORZA
RAGAZZI…CAZZEGGIATE , CAZZEGGIATE  PURE CHE A CATTURARE OGNI RIVOLO
DELLA VOSTRA SPONTANIETA’  SIAMO NON IN UNO…MA IN DUE REGISTI…MELLARA
E ROSSI, COMPAGNONI DI DAMS”.

Ma in questo sgangherato collettivo alcuni bravi attori ci sono e noi
questi vogliamo menzionare. Molto bravi - e infatti le scene con loro sono
fra le migliori - sono l’attore italoargentino Fabian Ribezzo e
l’attrice dalla smagliante bellezza freddocalda Cinzia Veronesi
(l’abbiamo vista in E ALLORA MAMBO e LA VITA ALTRUI). Bravo anche Giuseppe
Gandini
un po’ pacioso, un po’ gigione, lievemente fantozziano, perfetto
nel disegnare il disagio giovanile avanti con gli anni che finisce con
l’identificarsi con una discarica.

C’è anche la partecipazione straordinaria di due grandi attori
con genio da vendere all’ingrosso come Cosimo Cinieri (fra le sue
tante straordinarie performance ricordiamo quella di Jago nell’edizione
dell’Otello di Carmelo Bene) e Felice Andreasi (un po’ fuori forma
a dire il vero).

Invece lo spietato professore dell’interrogazione all’esame (una delle
scene più belle del film) è Armando Pugliesi, grande
regista del teatro italiano.