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CANTANDO DIETRO I PARAVENTI

Italia 2003 - Regia Ermanno Olmi - Con Bud Spencer, Jun Ichikawa, Makoto Kobayashi.Durata 100 minuti.

 

Un
bentornato a Bud, vecchio filibustiere, imbianchito colosso.
Richiamato, riscoperto, innalzato sul ponte di comando di
una nuova posizione sociale: attore di qualità. Nuovo pubblico e ufficiale
critica si accorgono del suo straordinario talento che, vecchi e irriducibili
fans, già conoscevano.

Bud è ritornato con la sua bravura, la sua
simpatia, la sua onestà, la sua imponenza. Il passo più lento e pesante ma
che ancora incute rispetto, gli occhi serrati più che mai ma che ancora
sorridono ai bambini. La presenza meno rozza e più ingentilita, meno propensione
ai “cazzottoni” e più alle buone maniere, meno agilità e più voce narrante.
Effetti di una vecchiaia niente affatto mascherata. Ma Bud ha solo
cambiato colore, ma in fondo è sempre lui, Bud il mitico, Bud il gigantesco
idolo. Ed è il ritorno di Bud il più bel vedere (abbino pazienza i
nudi più o meno artistici di bellezze orientali) del bellissimo e magico film
di Ermanno Olmi.

CANTANDO DIETRO I PARAVENTI prende una storia un
po’ vera e un po’ no (Cina del 700, la vedova Ching per vendicare la
morte del marito ammiraglio , ucciso in un complotto di potere, diventa capa
piratessa e si dà all’assalto di navi dell’imperatore) e la proietta in
visione di meraviglia favolistica e in forma di poesia orientale.Il grande rigore narrativo di Olmi, la sua grande
eleganza di inquadratura, sono l’ideale per integrarsi con il racconto
classico orientale così poetico,simbolico e saggio.
Sembra un regista orientale in piena regola l’Olmi di CANTANDO
DIETRO I PARAVENTI
. ..Il racconto che parte da un teatro per poi
protrarsi lungo i mari, più piatti che calmi, della Cina. Immagini che hanno la
sospensione eterea della fiaba, che si sfogliano quasi. Sintesi, sintesi
narrativa, sintesi infarcita di immancabili perle di saggezza “La Forza
del braccio è nella ragione che lo muove
”, definizioni formidabili “L’uomo
più mite che abbia mai tagliato una testa
”, onorevole morte “oggi ho
perso una battaglia  non il mio onore

dice l’ammiraglio Kulung prima di fare Karakiri (che il garbato Olmi
non mostra).
Collante del film, filibustiere e voce narrante è il
grande Bud Spencer.
Ermanno Olmi è un grande regista e uomo positivo,
crede nella pace ma anche nella resa dei più deboli. Si succedono gli
imperatori, si potenziano le armi. Di fronte a un esercito di navi con
ordigni bellici mai visti e a un cielo subissato di aquiloni  belli, colorati e intimidatori, alla
povera ribelle vedova Ching non rimane che deporre le armi ed arrendersi.
Viene perdonata perché i potenti sanno essere generosi con quelli che sanno
sottomettersi e così la Cina torna vivere in pace, felice e contenta. E le
donne ripresero a cantare dietro i paraventi come racconta Bud Spencer. Anche
il suo ritorno al cinema è un messaggio positivo.