PROFUMO .

(maggio 2006). Da "il profumo" di Patrick Suskind.&#nbsp;&#nbsp;adattamento e regia di&#nbsp;Francesco Giuffrè. Con Mimmo La Rana, Giorgio Marchesi, Alessandra Muccioli, Marta Nuti, Nicol Sartirani, Riccardo Scarafoni. &#nbsp;

Alle volte capita..
Di andare a teatro ed imbattersi
in spettacoli piccoli e sublimi.
Ad esempio, al teatro Argot di Roma sta andando in scena
un adattamento del noto, macabro, geniale romanzo partorito dalla
fantasia malata di Patrick Suskind
“IL PROFUMO”.
Srotolare le pagine di un romanzo
sulle tavole di un palcoscenico non è un cammino liscio e comodo
perché ti fa correre il rischio di realizzare una versione
offuscata dove l’immaginazione e la fantasia, materia prima di chi
legge un romanzo, vengono imbrigliate.
Ma il teatro è fatto anche
di tentativi e sperimentazioni, ed a raccogliere questa difficile sfida
è stato il   regista Francesco
Giuffrè. E che Dio lo benedica per questo.
Francesco
Giuffrè, il cognome pesante come un macigno, è un
giovane regista, ma che dimostra di possedere già una
profonda coscienza e competenza teatrale. Modellatore di idee
compositive in rapida successione, meravigliose, poetiche.
Non ci credete? Bene. E allora
andate a verificare di persona al teatro Argort, o in qualsiasi altro posto
vi capiterà a tiro questo spettacole bellissimo e bastardo,
ricco ed intenso,  in perefetta risonanza con il romanzo 
di Suskind e che
procurerà al vostro animo una ridda di emozioni e angoscie e
lacrime e gioia e anche qualche risatella( che non guasta
mai).  Si potrebbe definirlo spettacolo avanguardistico ma con la
differenza (vivaDDio!) che è comprensibilissimo. E
appassiona. Rivivrete le gesta dell’indimenticabile Jean-Baptiste Grenouille, l’uomo la
cui anima si inebriava di profumi ma il cui corpo non emanava alcun
odore e questa scoperta lo turbò non poco e allora si
fabbricò un profumo umano e poi gli spuntò l’idea di
creare un profumo più che umano, divino.
Si ama e si detesta questo
personaggio, trascinati dalla bravura di chi lo interpreta, ossia quel Riccardo Scarafoni che ha l’orgoglio
e la maledizione di recitare per tutto il tempo con una inquietante
maschera in lattice che se a livello espressivo rappresenta una prova
esaltante a livello fisico deve essere di una scomodità
straziante.
A fare da sfondo a queste vicende
di profumi e anime carpite c’è una Francia del settecento
putrida e miserevole, resa bene dalla scenografia scarna (fatta di
panni stesi e pochi altri elementi) e dalla capacità suggestiva
dei cinque attori che costituiscono il coro, ognuno di loro da vita a
più personaggi, sempre fluidi e dinamici, mossi con estrema
attenzione e ispirazione, bravi senza mai bearsi, armoniosi senza mai
compiacersi. Grande scanzione dei tempi, ritmo che si innalza, a tratti
tambureggia, in coreografie  eleganti di gioco puro, estetico,
essenziale.
Quando gli attori sono bravi
è un piacere menzionarli e oltre al citato Scarafoni vi voglio presentare : Mimmo La Rana (notevole nel ruolo
del cialtrone Baldini), Giorgio
Marchesi (divertente quando fa lo scienziato pazzo e  umano
nella parte del padre di una fanciulla uccisa), Alessandra Muccioli (si prodiga
soprattutto come gradevolissima presenza narrante ), Marta Nuti (un peperino del
palcoscenico, estremamente eclettica), Nicol
Sartirani (dal viso puro e, poverina ,destinata ad essere
uccisa, per ben due volte!).
Voglia il cielo dara  lunga vita a
questo delizioso spettacolo, che non venga sommerso
dall’indifferenza di chi, alla produzione e distribuzione di spettacoli
di ottima fattura, dovrebbe essere interessato…
 

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