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Quei mostri della "Pixar"

MONSTER, Inc. L'ultima fatica digitale della PIXAR ci dimostra come le nostre paure più profonde ci temono, come l' uomo nero in realtà può essere non solo colorato ma morbido e perfino tenero nei nostri confronti.

L’ultima fatica digitale
della PIXAR ci dimostra come
le nostre paure più profonde ci temono, come l’ uomo nero in realtà
può essere non solo colorato ma morbido e perfino tenero nei nostri confronti.
Insomma questa play-generation smaliziata, abituata a giocare con i mostri sulla
propria “console” si trova d’accordo nell’esorcizzare il proprio “armadio”.

MONSTER,
Inc.
e non MONSTER & Co., come appare sulle locandine italiane, pur non
avendo l’irriverenza politicaly-incorrect di Sherek, riesce a divertire (come
quando ironizza sul film ARMAGGEDDON), a stupire ancora per il livello tecnico
raggiunto ormai prossimo alla perfezione, basta guardare il movimento naturale
del pelo che ricopre James P. Sullivan durante le sue acrobazie sulla neve o la
grande capacità espressiva dell’unico occhio di Mike Wazowski. La Pixar
si pone ancora una volta come riferimento per l’animazione digitale, dal lontano
“Luxo
jr.”
passando per “Toy
Story”
e “Bug’s
Life”
dimostra come ormai il livello tecnico raggiunto permette di concentrarsi
sull’aspetto creativo dell’animazione più che su puri virtusismi estetici,
dando calore e profondità espressive ai personaggi come mai prima e anche
questa volta (come in passato) ci regalano un piccolo capolavoro, un extra chiamato
“For
the Birds”
, premiato algli Oscar come miglior “Short
animated Film”
.
Monster, Inc. si
è presentato agli “Accademy
Award 2002″
con le seguenti nomination:

- Best Animated Feature

- Best Original Score

- Best Original Song

- Best Sound Editing