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Occhi senza Volto

Anno di uscita: 1959 Durata: 87' Regia: Georges Franju Interpreti: Pierre Brasseur, Alida Valli, Edith Scob, Juliette Mayniel

Causa un imprudenza, il celebre chirurgo Genessier (Brasseur) provoca un incidente nel quale la figlia Christine rimane orribilmente sfigurata; unici a rimanerle intatti sono i bellissimi occhi. Sconvolto per l’accaduto, il medico inizia degli esperimenti per riuscire a rendere la bellezza alla figlia mediante dei trapianti di pelle, aiutato nello scopo della fedele assistente Louise (Valli) che gli procura delle giovani che assomigliano a Christine.

Oggi che non sembra più soltanto un’ipotesi, il “trapianto di facce” desta ancora incredulità e scalpore; certamente, negli anni ‘60, una simile possibilità non poteva che appartenere al repertorio delle utopie di una scienza avveniristica. Ma la modernità del film di Franju non sta tanto nell’idea che propone (ripresa con esito diverso in pellicole come Seddok, l’erede di Satana o Gritos en la noche), quanto nelle implicazioni etiche e morali che solleva attraverso le sofferte motivazioni del protagonista (l’eccellente Pierre Brasseur).

Considerato un classico dell’orrore, Les Yeux sans visage è anche un bell’esempio di fanta-medicina e, al di là di ogni possibile classificazione in un genere, un ottimo film: una storia tragica descritta con duro realismo (tanto da sollevare scandalo presso la critica del tempo e turbamento nel pubblico) e, insieme, soffusa di romanticismo e poesia.
Un cast notevole (da segnalare un’insolita Alida Valli nel ruolo della perfida Louise) e un valzer evocativamente sinistro di Maurice Jarre conducono con maestria un racconto scandito su cadenze da incubo.

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