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Episodio n.30: UNA SOSTA A WILLOUGHBY

Voce narrante: Rod Serling

G. Williams 38 anni, un uomo in una botte di ferro ma tenuta insieme da un solo cerchio. Qualcuno ha tolto quel cerchio e la protezione di G. Williams è caduta, trasformandolo in un bersaglio vulnerabile. La sua insicurezza lo ha travolto, la sua sensibilità lo ha riempito di amarezza, la sua sfiducia nel proprio valore lo ha attaccato, colpito e distrutto. G. Williams, dirigente di un’agenzia pubblicitaria, tra poco arriverà nei confini della realtà, nel disperato tentativo di sopravvivere.

E’ un uomo stanco della sua vita, con un lavoro che non lo soddisfa ed un matrimonio sbagliato.
Ogni sera torna a casa con il solito treno. E’ un uomo distrutto.
Ma una sera, tornando, si accorge che tra le diverse stazioni in cui il treno si ferma ve n’e’ una che non aveva mai notato prima e che non e’ segnata nel biglietto ferroviario: Willoughby.
Dal finestrino appare una bellissima cittadina, allegra e cordiale, lo salutano dall’esterno, le persone sono sorridenti. A Willoughby il tempo sembra essersi fermato: biciclette antiche, calesse e cavallo, abiti inizio secolo.
La sua vita intanto prosegue sempre peggio e, nei giorni, il fascino di Willoughby lo attira sempre di piu’ fino a quando, finalmente, decide di scendere e di visitare quella bellissima ed accogliente cittadina.
Ma Wiiloughby non esiste che nella sua immaginazione: il treno quel giorno non fermera’ la sua corsa e di Willougby non restera’ che il nome dell’impresa di pompe funebri che raccogliera’, straziato sui binari, il suo cadavere.