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Cannibal Holocaust

Italia, 1979, col. 95 minuti Regia: Ruggero Deodato Interpreti: Francesca Ciardi, Luca Barbareschi, Robert Kermann

Un gruppo di quattro giovani andati nel sud America per fare un documentario scompare senza lasciare tracce. Il dottor Munroe parte alla loro ricerca. Nella foresta entra in contatto con alcune popolazioni native fra cui i pacifici Akumi e gli antropofagi Shamatari e Anamuro. Il dottor Munroe riesce a sottrarre da una di queste tribù le pellicole filmate dai reporter scomparsi. Torna negli Stati Uniti per vederlo con i proprietari del network che ha commissionato il filmato, ma dalle immagini si vede tutt’altro di quanto ci si aspettava: i quattro giovani commettono ogni serie di violenza contro le popolazioni native, perchè vogliono realizzare un filmato da sensazione, ma anche da sadismo allo stato puro. Dopo una serie di omicidi, stupri, e ogni tipo di tortura i quattro danno fuoco a un villaggio, ma accecati dalla voglia di riprendere tutto fino alla fine restano vittime dei cannibali. Al termine della proiezione il dottor Munroe è sconvolto, mentre i proprietari del network si mostrano notevolmente interessati al filmato…

Cannibal Holocaust ha palesemente ispirato il recente Blair Witch Project, che ne ricalca la scaletta.
Purtroppo per regista e produttore non ne ha avuto gli stessi esiti commerciali…(battuta di Oliver Stone)
Deodato dimostra di conoscere bene il mestiere del “fare cinema”: fotografia, riprese ed effetti sono molto ben curati. Notevole la colonna sonora, che commenta in modo disincantato le scene di violenza. Una scelta stile “Arancia Meccanica”.
Il film contiene scene di violenza su animali e uomini, nonchè scene di cannibalismo, che hanno fatto gridare allo scandalo.
Ed in effetti il risultato è anche troppo efficace.
Le riprese sono state effettuate il Colombia, in riva al Rio delle Amazzoni, tra mille difficoltà logistiche ben descritte in un ottimo DVD di recente uscita.
Il “Werner Herzog” italiano Deodato ha selezionato come protagonisti 4 giovani attori all’epoca sconosciuti, tra cui il nostro Barbareschi.
Li ha inoltre vincolati contrattualmente a sparire dal set per un anno dalla fine delle riprese, in modo da lanciare il film con un alone di mistero sulla vera sorte dei protagonisti. Al lancio a Milano fu un grosso successo, e molti ipotizzarono (come per Blair Witch Project) che il film fosse un vero documentario.
Il film fu sequestrato e Deodato fu costretto a richiamare in gran fretta in tribunale i 4 attori protagonisti, per dimostrare che fossero ancora vivi.
Dopo mille vicissitudini giudiziarie è tornato a circolare in Italia, ma in 23 paesi al mondo è ancora vietato.