Questo sito contribuisce alla audience di

L'esorcismo di Emily Rose

Scott Derrickson. (Usa 2005)

Ormai il cinema dell’orrore è stato “meticciato” con quasi tutto il restante parco narrativo: ci sono state horror-comedy (Scary movie e Shaun of the dead fra gli altri), horror-thriller (Gli occhi di Laura Mars, Peeping Tom e i film dedicati a Jack lo Squartatore, per esempio), horror-fantascientifici (e qui non si può non citare Alien).
Horror-legalthriller ancora no, prima di questo film….perchè il precedente dell’Avvocato del diavolo fu decisamente tutt’altra cosa.
Un po’ perché è complicato raccontare una storia in cui in tribunale siano portati mostri e demoni, un po’ perché trovare una giustificazione plausibile attorno ad un racconto che ruoti attorno a tribunali e paranormale può sembrare complicato.
Ad aiutare gli autori di questa pellicola, è arrivata una storia vera.
Ma non una storia vera di quelle finte da cinema, di quelle che poi si sa non sono altro che specchietti per allodole o tracce per raccontare qualche retroscena misterioso.
Questa storia vera è una storia vera per davvero, documentata, trascritta, raccontata e certificata con tanto di sentenza di tribunale e cassette audio a disposizione degli ascoltatori.
Il vero nome di Emily Rose era Anneliese Michel, giovane ragazza tedesca che nel 1976 rifiutò le cure mediche specifiche per la schizofrenia epilettica convinta di essere stata posseduta da un gruppo di demoni particolarmente inferociti e tenaci.
La ragazza morì dopo essersi inflitta numerose ferite ed aver devastato la propria vita sociale e psichica.
O meglio: dopo essersi trovata devastata la propria vita da qualcosa di imperscrutabile, occulto e irrefrenabile.
Chi o cosa ci fosse dietro non è dato sapere per certo: l’unica cosa sicura è che da quei fatti è uscito questo film.
Che si limita a spostare il racconto negli Stati Uniti e che però poi prosegue sulle tracce storiche di quei fatti drammatici. Così l’horror, finalmente, trova posto anche nelle aule di tribunale.

Link correlati