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Stubbs the Zombie

Una volta raggiunta la pace eterna nessuno avrebbe più motivo di tornare nel mondo dei vivi. A quanto pare non proprio tutti sono di questo parere; Stubbs no di certo, e lo farà capire a chi ha disturbato il suo sonno nel peggiore dei modi: ritornando!

La vendetta è un piatto che va servito morto
Stubbs non immaginava di certo di dover tornare dal mondo dei morti per evitare la profanazione della propria tomba, altrimenti si sarebbe vestito meglio. Costretto a tornare nel mondo dei vivi perché qualcuno ha avuto la brillante idea di costruire una città sulla sua tomba, Stubbs ha le idee molto chiare: vendetta, vendetta, vendetta. Ambientato negli anni ‘50 , Stubbs the Zombie si prende l’onere (o l’onore?) di ribaltare totalmente il punto di vista dei classici titoli horror. Nel gioco dovremo infatti assumere il comando di questo simpatico (si fa per dire) non morto che ha tutte le intenzioni di zombificare, ammazzare e nutrirsi… dei vivi.

Ispirato alla filmografia horror più classica, Stubbs the Zombie non ha certo un personaggio con una forte morale, infatti non saremmo uno zombie buono o alleato con gli umani, ma saremo lo zombie per eccellenza: cattivo, duro a morire, arrabbiato e molto desideroso di crearsi un esercito personale per portare a compimento il suo progetto. Le differenze dagli zombie classici stanno nell’intelligenza del personaggio che, essendo pilotato dal giocatore, non risulterà stupido come i suoi colleghi del cinema o di altri videogiochi. Cinicamente ironico, Stubbs the Zombie sembra in grado di portare una ventata di freschezza nel suo genere.

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