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Far East Film 9

Il 26 aprile, nella sua IX edizione, il Far East Film Festival (a Udine dal 20 al 28 aprile) darà voce agli incubi nell’ormai leggendario Horror Day: il simbolo più noto, forse l’icona stessa, della vocazione popolare del Festival.

Primissimo domicilio occidentale di The Ring (l’intera trilogia, ricordiamo, fu presentata da Far East nel 2000) o, ancora, di The Grudge, l’Horror Day non ha mai smesso di cercare nuovi brividi.

Ed ecco, appunto, che giovedì 26 aprile la maratona panasiatica della paura allargherà il proprio campo d’azione a due territori finora inesplorati, quelli della Thailandia e della Malesia, affiancandoli a quelli già frequentati (Corea del Sud, Filippine, Giappone) e tracciando così, per tutti gli appassionati, l’ennesima e completa mappa geografica/stilistica del new horror…

L’islamica Malaysia sarà rappresentata da Chermin diretto da Zarina Abdullah, che mette a segno un horror di possessione spettral-demoniaca in ambiente musulmano. Il film si conclude poi con un esorcismo cinematograficamente attinto da L’esorcista di Friedkin, che viene svolto però invocando la protezione di Allàh con formule coraniche.

Parallelamente all’horror musulmano, il cinema thai mostrerà a Udine una capacità di messa in scena da far ricordare le grandi stagioni classiche dell’horror americano: dall’affascinante storia di una testimone innocente in una casa infestata (The Unseeable di Wisit Sasanatieng, già autore di Le lacrime della tigre nera e Citizen Dog) all’inquietante descrizione dei dormitori per ragazzi abbandonati (Dorm di Songyos Sukmakanan) fino a una delirante versione postmoderna del mito di Faust (13 – Beloved) di Ma-Deaw Chukiatsakwirakul (già acquistato dalla Weinstein Co. per il remake americano).

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