Questo sito contribuisce alla audience di

Black Christmas – Un Natale rosso sangue

di Glen Morgan


Frequentemente, nel recente cinema hollywoodiano, va di moda il remake dell’horror. E quasi tutti questi rifacimenti finiscono con l’arrossire di vergogna rispetto all’originale. Fa la stessa fine anche questa pellicola rispetto alla versione di Bob Clark del 1974 che era un gioiello di essenzialità. Tutto è così dichiaratamente esplicito (la ripetizione in serie degli assassini delle vittime) da trasformare la tensione in noia

La casa stregata è uno dei motivi ricorrenti della storia del cinema horror. Può essere un inquietante luogo gotico o terreno di massacri. Per chi sa maneggiare il genere, si deve creare comunque un equilibrio, un rapporto di stretta dipendenza tra l’ambiente e le figure protagoniste. In Black Christmas – Un Natale rosso sangue, ci sono al centro della vicenda ci sei studentesse di un’associazione universitaria che, assieme alla loro direttrice, vivono presso una casa-famiglia. Questa abitazione però è stata in passato luogo di eventi tragici e di efferati delitti. Qui viveva Billy, odiato dalla madre sin dalla nascita per la pelle e gli occhi giallastri, e dal pratigno. Un giorno però, dopo essere rimasto a lungo rinchiuso in soffitta, si vendicherà di loro. Inoltre, da un rapporto incestuoso tra il criminale e la madre è nata una bambina, che nel tempo sarà ancora più fuori di testa di lui.

Link correlati