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Alive - Sopravvissuti

Oltre ai propri limiti, con il cuore rivolto a Dio, nella lotta estrema per la sopravvivenza.

Poster Alive, 1993In programmazione in questi giorni du Sky il film Alive - Sopravvissuti, diretto da Frank Marshall, uscito nel 1993.

Pellicola nota al grande pubblico, racconta la vera storia di una squadra uruguaiana di rugby, che all’inizio degli anni settanta fu vittima di un incidente aereo e precipitò in una ghiacciaia nelle Ande, rimanendo lì senza aiuti per 72 lunghissimi e gelidi giorni. Un film corale, che a partire dallo schianto aereo narra l’odissea dei sopravvissuti per non cedere alla morsa del freddo e della fame. Una battaglia impari contro le forze della natura, che giunge sino alle conclusioni più estreme: nutrirsi della carne dei morti, e scalare le impervie montagne per cercare soccorso.

Marshall aveva già diretto tre anni prima il discreto e divertente Aracnofobia. Anche qui dimostra di saperci fare con l’avventura: l’incidente aereo, a inizio film, è uno dei più realistici e inquietanti che siano mai stati girati. Durante le due ore di svolgimento del dramma, il regista tiene poi saldamente in mano le redini del racconto, cercando di non scivolare mai nel sensazionalismo fine a se stesso, e mette sul piatto un certo coraggio ideologico, quando in molti momenti trascura l’azione per concentrarsi sulla spiritualità e l’importanza della religione come elementi fondanti nel tenere viva una speranza di sopravvivenza. Il tema del cannibalismo, poi, è affrontato con equilibrio, l’attenzione è ben distribuita tra i vari personaggi, e le imponenti scenografie naturali contribuiscono a rafforzare il fascino della pellicola.

Certo, non mancano dei difetti: la lunghezza è probabilmente eccessiva, in qualche punto si oscilla pericolosamente sul confine della retorica, manca un’approfondimento psicologico di alcuni protagonisti, e le sequenze di preghiera e incitamento a Dio sono sovrabbondanti e talvolta pletoriche.

Resta comunque un film apprezzabile, imbevuto di pietà cristiana, spirito di gruppo, e perseveranza nel non crollare di fronte all’ineluttabilità degli eventi. Alive è una sorta di mitopoiesi della vita e della morte: esseri umani stretti mano nella mano verso il superamento di ogni proprio limite.