
Ci fa piacere oggi parlare di un cortometraggio italiano di notevole spessore visivo e linguistico, che ormai da un paio d’anni sta giustamente ottenendo consensi in tutti i festival a cui partecipa.
Parliamo di Liver, di Federico Greco (già co-autore dell’ottimo Road to L - Il Mistero di Lovecraft), realizzato nel 2007, e interpretato (molto bene) da Ottaviano Blitch.
La sinossi recita: Harry Brompton a quindici anni massacra con una mazza da golf una giovane coppia e ne mangia il fegato, da qui il soprannome affibbiatogli dalla stampa: “Liver”. Viene condannato a restare chiuso in un istituto di igiene mentale di massima sicurezza nello Yorkshire ma dopo diciotto anni viene liberato per buona condotta. Lo stesso giorno in cui esce dall’istituto si reca a casa del procuratore Mc Williams, che lo aveva condannato, e trova la figlia, la quale patirà la vendetta di Harry.
Venti minuti scarsi, ma di buonissimo livello, con chiari rimandi ad Arancia Meccanica ma anche una convincente dose di originalità, violenza non fine a se stessa, brillanti soluzioni oniriche, ottimo uso delle musiche, inventiva e sagacia stilistica.
Il film, dopo essere già stato premiato in varie manifestazioni (PesarHorrorFest, ToHorror, Cinesogni Ravenna, Margherita Short Film Festival), sarà proiettato domenica 18 ottobre, alle ore 22.45, nell’ambito del Lian Corto Festival, in Via degli Enotri a Roma.
Per chi vivesse o si trovasse da quelle parti, ne vale certamente la pena.

Alessio Gradogna









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