Questo sito contribuisce alla audience di

Il Puzzle insanguinato

Recensione e video di un discreto cortometraggio horror diretto dall'autore romano Davide Melini.

The PuzzleCi fa sempre piacere, in questa sede, parlare di registi italiani che dimostrano passione per il cinema horror e buone competenze tecniche, e che con pochi mezzi e molto impegno riescono a confezionare prodotti apprezzabili e interessanti.

E’ il caso di Davide Melini, autore romano, classe 1979, con all’attivo tre cortometraggi e buone esperienze a fianco di personaggi di notevole caratura (ad esempio è stato assistente alla regia per La terza madre di Argento).

Dopo i primo corti, Amore Estremo e La Sceneggiatura, Melini nel 2008 è andato in Spagna per dirigere The Puzzle, girato in una sola notte e in ben quattro lingue differenti (dimostrazione di una mentalità aperta che per fortuna si distacca dal “provincialismo” spesso presente nel nostro cinema).

Ambientazione casalinga e silenziosa. Una madre sola, che litiga al telefono con il figlio, e poi per rilassarsi si prepara un thè e si dedica alla composizione di un puzzle. All’improvviso manca la luce, e arriva l’orrore inaspettato.

Cinque minuti scarsi, per un corto che dimostra comunque talento e capacità non banali. Molta cura per la fotografia e l’angolazione delle riprese, regia attenta, montaggio veloce, discreta resa nel tentativo di permeare la storia con un velo di tensione e mistero, sfruttamento delle “regole” tipiche di genere senza per questo scadere nella stanca ripetizione di tematiche già viste, svolgimento rapido e senza fronzoli, e una buona attrice (Cachito Noguera) funzionale all’insieme.

Possiamo dire che qualche minuto in più non avrebbe guastato, e che non convincono del tutto le musiche della band Visioni Gotiche, forse non sufficientemente penetranti.

Il corto è comunque piacevole e avvincente, e merita quindi la nostra segnalazione.

The Puzzle è stato presentato in numerosi festival italiani e anche oltre confine, ha ricevuto riscontri positivi, e ha vinto il terzo premio al Roma International Film Festival. Attualmente Melini sta lavorando a un nuovo progetto, La dolce mano della Rosa Bianca, in fase di post-produzione. Attendiamo con curiosità di vederlo.

Ecco qui il cortometraggio.

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Andrea77

    04 Nov 2009 - 14:14 - #1
    0 punti
    Up Down

    Un corto che affascina per i suoi movimenti di camera e per una pregevolissima fotografia! Il risultato è veramente stupefacente visto i tempi brevi della sua realizzazione. Complimenti.

  • Hell.Inferno

    04 Nov 2009 - 16:47 - #2
    0 punti
    Up Down

    Più che un horror lo reputo un giallo: ha qualcosa del grande Bava (padre)! La storia è molto semplice ma è ben spalmata sui 5 minuti scarsi del film. Nel complesso non posso non esprimere un giudizio più che positivo.

  • biscione

    04 Nov 2009 - 22:31 - #3
    0 punti
    Up Down

    bel corto bravi

  • adnrea34

    05 Nov 2009 - 09:52 - #4
    0 punti
    Up Down

    MA PER FAVORE… girato in 4 lingue… l’attrice dice solo una battuta per tutto il corto, questo non mi sembra un tentativo di render “internazionale” un prodotto solo per poter poi dire GIRATO IN 4 LINGUE. OK sostenere i giovani, ma non è che va per forza trasformato in oro QUALUNQUE COSA; della fotografia TELEVISIVA non farei paragoni con Bava.
    La storia poi, è praticamente assente. Il cinema ha dei canoni e se si vuole puntare sul surrealismo allora manca lo stile. Così com’è è solo un fumetto anni 80, in tal caso può divertire i più giovani. Si vede che l’Argento della terza madre ha gia perso il suo smalto (e la sua lucidità) da un decennio. Bisogna saper anche ammettere quando un rande decade, ed’è il caso di Argento. Quindi pochi pregi per questo corto (corto e NON FILM come viene Definito) e fprse una pò di sana autocritica aiuta a crescere più di mille complimenti.

  • Alessio Gradogna

    05 Nov 2009 - 11:31 - #5
    0 punti
    Up Down

    Caro Andrea,
    forse non mi sono spiegato bene nell’articolo, ma con “girato in 4 lingue” intendevo dire che è stato girato in 4 versioni differenti. Questa che ho postato qui è una delle versioni.

    Riguardo ad Argento (argomento che peraltro non c’entra nulla con il senso dell’articolo) sono d’accordo con te sul “decadimento”, tant’è che trovo La Terza Madre un film indifendibile… nell’articolo ho solo scritto che Melini ha lavorato insieme a lui, senza esprimere altri giudizi in merito.

    Per il resto, bè insomma, perdonami ma la fotografia “televisiva” è un’altra cosa, e anche un corto di 4 minuti secondo me ha la dignità per poter essere chiamato Film.

    Un saluto.
    Alessio G.

  • Gianluca T.

    05 Nov 2009 - 13:27 - #6
    0 punti
    Up Down

    Buongiorno a tutti. Mi chiamo Gianluca e sono un grande ammiratore del cinema horror. E quando ho un po’ di tempo libero, ne approfitto per fare dei piccoli cortometraggi amatoriali con degli amici. Qui siamo in democrazia e ognuno può dire quello che vuole! Vorrei esprimere alcune considerazioni riguardo questo cortometraggio che avete proposto. Forse non tutti sanno che riuscire a fare un cortometraggio non è impresa facile (e io ne so qualcosa, anche se lo faccio per amore del cinema). Partendo da questo punto ritengo ancora più difficile girarlo in differenti lingue. È vero che in questo caso l’attrice ha un solo discorso, ma (lo ripeto) io lo giudico un pregio e non un difetto. Per questo sono completamente d’accordo con l’autore della critica, nel parlare di provincialismo. Ora analizziamo il resto: se questo è il risultato di una sola notte di riprese, il risultato è assolutamente strepitoso. Secondo Andrea34 la fotografia è televisiva? Avercela io una simile fotografia per i miei corti avrei svoltato! No, il cortometraggio va preso per quello che è. E questo PUZZLE per me è fatto stilisticamente molto bene.
    Gianluca T.

  • MarcoRoma

    05 Nov 2009 - 19:17 - #7
    0 punti
    Up Down

    Cortometraggio artisticamente valido. Visualmente è un gioiellino: dalla regia alle fotografia, dal montaggio ai buonissimi effetti sonori. Da segnalare l’attrice che sfoggia una prova superlativa.

  • MatteoL

    15 Nov 2009 - 09:08 - #8
    0 punti
    Up Down

    Corto molto ben fatto dove brillano in modo particolare la fotografia e la regia. Direi che ha davvero dell’incredibile il fatto che il corto è stato girato in una sola notte. Se questo è il risultato, vedrò con molta curiosità e piacere i suoi prossimi lavori.
    Matteo

  • GiorgioIII

    02 Dec 2009 - 09:22 - #9
    0 punti
    Up Down

    Molto bello e con una buonissima risoluzione. Consigliato!

  • Massimo Frezza

    12 Dec 2009 - 03:12 - #10
    0 punti
    Up Down

    Ecco il mio commento al post dedicatogli su Indie Horror (ogni commento è superfluo ma vivamente apprezzato):

    Questo corto si dovrebbe chiamare “La
    faccia di bronzo”. Idea originale? Andatevi a guardare da dove gli è
    giunta l’ispirazione. La cosa bella è che è riuscito (ed in questo, senza dubbio, l’esperienza de “La terza madre” è stata fondante) a peggiorare l’originale, che trovate qui.

    http://www.youtube.com/watch?v=iRKgd2cQhhs

    Credevo fosse impossibile, in un decennio di cinema, che qualcosa riuscisse a farmi rimpiangere “Il cartaio” ovvero, per dirla alla Roland Barthes, il grado zero della cinematografia italiana. Con questo corto
    (mai troppo corto), Melini ci è riuscito. Il mio gatto – più cinefilo del regista – ha avuto una crisi narcolettica per l’invereconda intensità della suspence.
    Fatemi sapere quando uscirà il seguito. Ho sempre desiderato visitare la Nuova Zelanda.
    Cordialmente vostro,
    Massimo Frezza
    (critico cinematografico professionista)

  • Alessio Gradogna

    12 Dec 2009 - 20:13 - #11
    0 punti
    Up Down

    Caro Massimo,
    ogni giudizio è lecito, ogni visione soggettiva è ben accetta, e concordo con te riguardo al disastro de “Il Cartaio”…
    Ma francamente tutto questo livore nei confronti di un giovane regista che cerca in qualche modo di farsi le ossa nel cinema proprio non lo capisco…. avrà anche messo in scena idee derivative, e allora? Lo fanno un po’ tutti.
    In ogni caso, per deontologia professionale, le “stroncature” dovrebbero perlomeno essere motivate con un minimo di solidità in più.

    Un saluto,
    Alessio Gradogna
    (critico cinematografico professionista pure io)

  • GZ777

    15 Dec 2009 - 16:28 - #12
    0 punti
    Up Down

    Egregio Massimo Frezza, come fa lei a dire che l’idea originale appartiene a Gabriele Moro, quando esiste un corto girato un anno prima di quello che lei dice? Vedasi The Jigsaw Puzzle di Alexander Galant (http://www.imdb.com/title/tt0301474/). Riporto per cronaca la trama in inglese: “Its about a girl who finds a puzzle in the garbage and puts it together, only to find that its a picture of her putting together a puzzle!”. Lo stesso autore, 8 anni dopo, ha realizzato The Missing Piece, un corto davvero eccellente su un puzzle dell’orrore (http://www.imdb.com/title/tt1241714/). Qui la trama in inglese: “A young woman receives a mystical jigsaw puzzle, which reveals shifting images of a past disappearance and a possible deadly future.” Inoltre come non menzionare il The puzzle cinese (http://www.youtube.com/watch?v=O0tSsEXRjAg)? E lei sarebbe un critico cinematografico? Ma faccia il piacere…. Ha ragione a parlare della nuova Zelanda…. non sta poi cosi’ distante!!!