
Regista ancora poco al grande pubblico italiano, Brillante Mendoza è in realtà molto conosciuto dalla stampa e da chi comunque ha la possibilità di frequentare comunemente i festival. Il suo è un cinema duro, per alcuni versi anche estremo, comunque ancorato a un realismo visivo di alto livello emotivo, e a sperimentazioni spazio/temporali ostiche e non certo immediate ma molto interessanti.
Il suo ultimo film, Kinatay, ha vinto il premio per la regia all’ultimo festival di Cannes. Un riconoscimento non da poco, tutt’altro. Lo vedremo al Torino Film Festival, al via sotto la Mole tra sei giorni, e sarà certamente un appuntamento intrigante. E’ in programma al Cinema Ambrosio domenica 15 in orario serale, e in replica nel pomeriggio successivo.
Ambientato a Manila, e idealmente diviso in due parti, Kinatay è un film ipnotico e non certo accondiscendente. Protagonista è Peping, un giovane studente di criminologia, convinto da un suo ex compagno a partecipare a pericolose mansioni al servizio di una gang locale di Manila. Questa attività gli permette di guadagnare soldi indispensabili per il mantenimento del suo bambino e della sua giovane fidanzata, che ha deciso di sposare. Ma è necessario aumentare i guadagni. Per fare questo Peping si immerge in una missione cupa e notturna, che lo porterà a conseguenze impreviste.
L’hanno definito un “quasi horror”, per i suoi toni tetri soprattutto nella seconda parte. Sicuramente lo recensiremo da Torino su queste pagine.
Intanto, una prima clip, con una bella sequenza del film, per iniziare a gustare qualche immagine.

Alessio Gradogna








