Appuntamento interessante, questa notte intorno all’1:35, su Rete 4, con l’horror coreano Into the Mirror, diretto da Sung-ho Kim e realizzato nel 2003.
Il film è ambientato per gran parte all’interno del centro commerciale Dreampia, chiuso un anno prima per un misterioso incendio che aveva provocato molte vittime, e ora finalmente riaperto, nonostante le proteste dei familiari delle persone scomparse. Poco dopo l’apertura, però, altri eventi orribili accadono all’interno dell’edificio, e si inizia a sospettare che gli spiriti dei morti siano rimasti intrappolati negli specchi, e da lì stiano perpetrando la propria vendetta. Le immagini riflesse, quindi, uccidono.
Una pellicola di discreto livello, che contiene al suo interno molte delle caratteristiche precipue dell’horror orientale contemporaneo, tra tensione e attimi sospesi, con particolare predilezione per spettri e affini. Nel 2008 è stata rifatta e americanizzata, in modo deludente, da Alexandre Aja (Riflessi di paura). Ma l’originale, come quasi sempre avviene in questi casi, è molto più significativo.

Alessio Gradogna








