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Demoni, splatter all'italiana

Cinque lustri fa usciva un film entrato nel Mito dell'horror italiano. Una festa macabra imbevuta degli umori degli anni '80.

demoni bavaRealizzato nel 1985, diretto da Lamberto Bava, e scritto dallo stesso regista insieme a Dario Argento (anche produttore), Dardano Sacchetti e Franco Ferrini, Demoni è uno di quei film di culto entrato nel Mito dell’horror italiano, una pellicola che trasuda splatter e ironia sanguinolenta, e che ancora oggi ogni appassionato ricorda con piacere.

Demoni è uno di quei titoli la cui videocassetta si andava a noleggiare in quelle piccole e genuine videoteche che oggi ahinoi non esistono più, e al contempo è uno dei film di genere più autoreferenziali e metacinematografici che siano mai stati realizzati. Un lavoro perfettamente inserito nel contesto temporale in cui fu creato, imbevuto com’è di umori e sensazioni tipicamente anni ‘80; un party godereccio incastonato nell’era del Drive In, dei paninari, dei punkettari con la cresta, e dei Ragazzi della 3a C; un fulgido esempio nostrano di quel filone estremo, dedicato al gore più oltranzista, che in quel periodo imperversava nell’horror in tutto il mondo, prima di essere purtroppo sostituito dalla castità artistica degli anni ‘90.

Proprio per la sua precipua significazione temporale, il film di Bava risulta oggi decisamente invecchiato. Una revisione contemporanea lascia affiorare qualche sorriso, ma anche alcune perplessità. Certe soluzioni narrative appaiono ormai raffazzonate e superate, i dialoghi sono raccapriccianti, la recitazione pressochè amatoriale, e gli ultimi 20 minuti, con gli eroi che scorrazzano in moto su e giù per il cinema decapitando le creature, e poi l’elicottero che sfonda il tetto dell’edificio, sono trash allo stato puro.

Però, ogni film va contestualizzato, e allora, anche se l’horror nel frattempo è profondamente cambiato, Demoni resta un B-Movie da apprezzare, soprattutto per la sua capacità di adattarsi all’epoca a cui apparteneva; una gustosa festa macabra con sangue a profusione, bubboni che esplodono, bile verde come se piovesse, mostri zannuti, effetti speciali caserecci ma efficaci, e una colonna sonora heavy a base di Saxon, Accept e Motley Crue.

Ci si sollazzava a guardarlo venticinque anni fa, ma in fondo, tralasciando le più marcate ingenuità, ci si diverte anche ora.