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La svastica nel ventre

Oggi ricordiamo un (discreto) film di genere realizzato nel 1976: dolore e sofferenza ai tempi del Nazismo.

La svastica nel ventreOggi facciamo un salto all’indietro, nei meandri del cinema di genere, per ricordare La svastica nel ventre, film diretto da Mario Caiano (sotto pseudonimo) nel 1976.

Un film che si iscrive nel florido sottofilone del naziploitation, e che costituisce un discreto esempio di questa tipologia di pellicole (solitamente piuttosto crude e non certo per tutta la famiglia), ambientate tra gli orrori dei campi di concentramento.

La storia narra dell’idillio impossibile tra Klaus e la bella ebrea Hannah. Lei viene deportata in un lager, e diventa suo malgrado una prostituta costretta, insieme ad altre sventurate compagne, a soddisfare le esigenze carnali dei soldati tedeschi. Un ufficiale del Terzo Reich però la nota, e decide di salvarla, prendendola sotto il suo tetto come amante personale. Hannah si ritrova a dover fingere di amare un uomo perverso che la disgusta, e dopo un po’ diventa anche gestionaria di un bordello di classe. Quando per puro caso rivedrà il suo adorato Klaus, in lei esploderà la voglia di vendetta.

Il film di Caiano, pur essendo chiaramente un B-Movie, è realizzato con sufficiente professionalità, ed è certamente meno approssimativo rispetto ad altre pellicole similari, pur inciampando in qualche momento di puro trash (l’accoppiamento sulla spiaggia nella scena iniziale). La violenza c’è, eccome, anche se spesso è lasciata fuori campo, o suggerita più che mostrata. Sequenze come quelle delle frustate inflitte a una compagna di Hannah, o del corno da caccia usato in termini non propriamente consoni, risultano comunque piuttosto disturbanti, e una sorta di perversione strisciante ricopre l’intera narrazione.

Tra dolore e sofferenze, caustica riflessione storica e vaghi sogni di felicità perduta, La svastica nel ventre, tutto sommato, raggiunge i propri obiettivi, e conserva un posto solido nel filone a cui appartiene…. Un filone, va da sè, non per tutti i gusti.