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Buio Omega, il meglio di Joe D'Amato

A una sua revisione, oltre trent'anni dopo, Buio Omega risulta ancora un horror morboso e disturbante.

buio omegaRivisto oggi, a oltre trent’anni di distanza, Buio Omega, cult movie diretto dal buon Aristide Massaccesi (Joe D’Amato) nel 1979, suscita ancora emozioni positive. La morbosità insita nella pellicola non ha infatti perso di fascino, così come la componente allucinata e ipnotica, che ne fa un lavoro “malato” e soffocante al punto giusto.

Nella storia di un ragazzo ossessionato dall’amore per la sua ragazza defunta, al punto di rubarne il cadavere e imbalsamarne il corpo per tenerla con sè in eterno, l’alfiere Massaccesi mette in gioco un disegno piuttosto disturbante, sicuramente radicale per i tempi della sua uscita, ma non così innocuo nemmeno adesso. Se ci aggiungiamo poi il rapporto ambiguo e parzialmente incestuoso con la compagna/matrigna, il connubio equilibrato tra horror ed erotismo, e i discreti effetti splatter, il quadro che ne esce fuori risulta ancora sconsigliabile per le anime facilmente impressionabili, e gustoso per gli appassionati.

Una piccola gemma nella gloriosa (e purtroppo quasi del tutto scomparsa) tradizione di genere all’italiana, e il miglior film di D’Amato, seguito a breve distanza dall’ottimo La morte ha sorriso all’assassino.