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Eaten Alive, la palude di Tobe Hooper

Rivisitiamo un cult horror di fine anni '70: un film sporco e sulfureo, malsano e senza speranza.

eaten alive hooper posterAgosto, mese sonnolento in cui quasi tutto si ferma. Scarseggiano le notizie e le nuove uscite, ma si può cogliere l’occasione per rivisitare qualche cult del passato. Così, dopo Buio Omega, Creepshow e Monkey Shines, abbiamo rivisto il sulfureo e malsano Eaten Alive (Quel motel vicino alla palude) di Tobe Hooper.

Secondo lungometraggio del regista dopo il seminale Non aprite quella porta, realizzato nel 1977, Eaten Alive prosegue alcuni dei dettami stilistici del precedente lavoro, impreziosendoli con connotazioni che ben dipingono la realtà periferica dell’America di quegli anni. Musica country in sottofondo, uno squallido bordello in Louisiana, un cowboy tutto muscoli e ormoni e zero cervello, un vecchio e trasandato motel, un albergatore reduce di guerra e fuori di testa, un coccodrillo affamato, e un paio di famiglie sfilacciate. Tutti qua gli ingredienti di un film che ancora oggi, a tanti anni di distanza, conserva il suo fascino grezzo e malsano.

eaten alive hooper

L’autore ambienta la storia, con efficacia, in una scenografia deprimente e spettrale, ricoperta da miasmi nebulosi, senza un filo di luce. Il clima generale risulta così fastidioso e soffocante quanto basta. La sceneggiatura, ispirata a un serial killer che negli anni ‘30 uccise molte donne, si regge su un paio di idee e nulla più, il resto è riempitivo, ma lo scopo è alla fine raggiunto. Ottime alcune idee di regia, e qualche scena splatter abbastanza succulenta, anche se, come per il precedente lavoro, ciò che conta è l’atmosfera malata e corrotta, e non il quantitativo di emoglobina versato.

Uno stoltissimo e acido Robert Englund pre-Nightmare, e un rozzissimo Neville Brand nei panni di un villain senza speranza, danno volto a un’opera misogina, machista, anticonsolatoria e “sporca”, nell’accezione migliore del termine.

Dopo Non aprite quella porta, e insieme a The Mangler, uno dei migliori film nella carriera del discontinuo Hooper.