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RNFF 2010 - Bilancio finale

Scelte artistiche coraggiose e ampio successo di pubblico, per un festival che conferma la sua unicità.

godspeed

Si è chiusa ieri sera l’edizione 2010 del Ravenna Nightmare Film Festival, con esito più che soddisfacente. Titoli interessanti, piccole scoperte, notevole attenzione verso le varie sfaccettature del cinema di genere, e un clima informale ma anche professionale e ricco di passione, nel quale è stato bello immergersi.

Molto coraggiose le scelte del direttore artistico Franco Calandrini e dell’istrionico organizzatore Alberto Bucci, che hanno selezionato per il concorso opere in molti casi lontane dai classici canoni del cinema horror: storie disperate, drammi individuali, tragedie familiari, dolori e vendette, crossover di stili e tendenze, per una visuale quanto più possibile aperta a ogni sfaccettatura del cinema oscuro. Nessun capolavoro, ma molti film validi, dal vincitore Godspeed (qui la recensione) ai durissimi Red White & Blue e Savage, passando per il delicato e straziante Kandisha, il genuino The Loved Ones, lo sperimentale Beyond the Black Rainbow, e il controverso Necromentia.
Attenzione dedicata alle varie facce dell’orrore anche nei fuori concorso, dallo sconvolgente A serbian film al folgorante Goodbye Mr. Christie, dallo stiracchiato The Collector al pregevole e parodistico Smash Cut.
L’omaggio, infine, a Suzi Lorraine, star numero uno della manifestazione, ammirevole per la semplicità e gentilezza che ha mostrato nei riguardi di tutti, con quattro film da lei interpretati.

Notevole anche la presenza di pubblico, che ha quasi sempre riempito la sala dedicata all’interno del multiplex CinemaCity; uno spazio ridotto e insufficiente, che ha creato non pochi problemi per riuscire a sistemare ospiti, accreditati e paganti, e ha costretto alcune persone a rimanere fuori dalle proiezioni più affollate. E’ davvero assurdo che una festival così sia relegato in una saletta da appena 130 posti, ma la colpa è solo dei gestori del cinema.

La speranza è che questo bellissimo evento possa resistere, ancora e ancora, per tanti anni, ora più che mai, essendo in pratica (insieme a Trieste) l’unico festival di livello internazionale sopravvissuto allo sfacelo della nostra derelitta Italia, in un momento in cui le manifestazioni di genere stanno sparendo da questo marcio paese con cadenza funerea e ineluttabile.

All’anno prossimo!