Questo sito contribuisce alla audience di

Dorian Gray, la recensione

In programmazione su Sky il recente adattamento del romanzo di Oscar Wilde, rivisto in chiave horror.

dorian gray

E’ stato trasmesso per la prima volta sui canali di Sky Cinema lunedi scorso, e sarà replicato varie volte nel corso di questo mese, Dorian Gray, il film di Oliver Parker tratto dal romanzo di Oscar Wilde e uscito a novembre 2009 nei nostri cinema.

Parker, al suo terzo adattamento dallo scrittore irlandese, confeziona un film teoricamente coraggioso, che solo a tratti segue lo spirito della materia narrativa, per poi invece cambiare strada e dirigersi verso i territori bui del thriller soprannaturale, con inserti di puro horror. Il risultato però lascia molti dubbi.

Ne esce infatti il dipinto di un uomo dannato, un libertino sessuomane perverso irrefrenabile e insipido, sulla cui vita ci viene taciuto quasi tutto. In compenso, però, ci si sofferma su un noioso e inutile affastellamento di situazioni erotiche patinate e ben poco stimolanti.
Il protagonista, Ben Barnes, risulta sciatto, privo di carisma e non provoca alcuna empatia, mentre i bravi Colin Firth e Ben Chaplin lavorano di puro mestiere. La ricostruzione fotografica e scenografica è elegante e accurata, ma non basta; è proprio la visione generale del progetto a risultare errata nel suo insieme, nonostante l’idea di fondo, “traditrice” delle significazioni wildiane ma perlomeno innovativa, potesse contenere motivi di sicuro interesse. Non aiutano, poi, effetti speciali abbastanza risibili, e salti temporali gettati lì un po’ per caso.

Un film, quindi, sostanzialmente fallimentare.