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TOFIFE 28 - Altitude

A Torino un inquietante e controverso horror canadese ambientato a bordo di un aereo.

altitude posterProsegue il Torino Film Festival con la sezione Rapporto Confidenziale, dedicata all’horror, e tra le nuvole spunta Altitude, debutto nel lungometraggio del canadese Kaare Andrews: un film bizzarro e controverso, che non ha mancato di dividere i giudizi di pubblico e critica.

Un gruppo di amici noleggia un piccolo aereo per andare al concerto dei Coldplay. Alla guida una di loro, Sarah, che ha il brevetto da pilota. Tra scherzi, risate, gelosie e contrasti sommersi il viaggio sembra andare per il verso giusto, ma all’improvviso tutto cambia: i comandi non rispondono più, e il veivolo finisce nel mezzo di una fitta e misteriosa perturbazione, all’interno della quale, tra buio, tuoni e fulmini, sembrano addirittura aggirarsi mostri spaventosi. Il volo diventa per il gruppo un incubo soffocante, e la morte è dietro l’angolo, fino a quando, verso il finale, la prospettiva del racconto assume un volto completamente diverso.

altitude 2010

Altitude parte male: personaggi stereotipati fino alla noia e poco approfonditi, ritmo latitante, chiacchiere inutili, sensazione di deja vu in ogni istante. Anche quando i nostri eroi (?) finiscono nel mezzo del dramma e l’orrore inizia a palesarsi non è che il prodotto brilli per originalità stilistica, tutt’altro.
Andrews, però, nello spazio ristretto della carlinga dell’aereo, riesce in qualche modo a tenere in piedi la narrazione, grazie a una regia piuttosto ricercata e a una brillante fotografia. La tensione, così, diviene palpabile, e il meccanismo, assai classico, riesce in qualche modo a colpire nel segno.
La svolta radicale dell’ultima parte, che ovviamente non anticipiamo, lascia poi a dir poco spiazzati, e non può non provocare un senso di serpeggiante ridicolaggine.

Attenzione, però, perchè il film va letto in un’ottica ben precisa: il regista proviene dal mondo del fumetto, e si è chiaramente ispirato ai comic books della tradizione fanta-horror. In questo senso Altitude si svela per ciò che realmente è, ovvero un fumettone ad ampio raggio, un episodio de Ai confini della realtà tradotto in termini moderni, un racconto di Zio Tibia in salsa tecnologica.
Preso secondo questo raggio d’azione, a conti fatti, il prodotto risulta onesto, e tutto sommato funziona.