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TOFIFE 28 - Vanishing on 7th Street

L'umanità scompare all'improvviso, ingoiata dal buio, nel nuovo horror di Brad Anderson.

vanishing posterBrad Anderson è uno che ne sa. Quando vuole. Ce l’ha dimostrato con il più che discreto Session 9, con l’ottimo L’uomo senza sonno, e in parte anche con il controverso Sounds Like (contenuto nella prima serie dei Masters of Horror). Dopo il mistery Transsiberian, un non eccelso episodio della serie Fear Itself, e altre regie televisive, l’uomo nato a Madison, Connecticut, torna ora all’horror puro con questo straniante Vanishing on 7th Street, presentato a Torino.

Tenebre. Notte. Buio. Apocalisse. All’improvviso, da un istante all’altro, l’umanità scompare. Chiunque non sia a contatto diretto con la luce, svanisce nel nulla. L’unico modo per sopravvivere è restare sempre illuminati, in qualsiasi modo, altrimenti arrivano le ombre, ti seguono, ti accerchiano e ti prendono. Dove vai? Non si sa. Perchè accade? Non si sa. C’è solo l’anima, che resta sospesa nel limbo, e il corpo, dissolto.

vanishing foto

Questo è un giochino. Nulla di più. Un giochino che ad alcuni, qui al festival, non è piaciuto granchè. Il sottoscritto, invece, ha apprezzato.
Anderson prende in mano tutte le regole di genere, le frulla e le impasta, e ce le serve in un piatto dal gusto ben conosciuto, ma non per questo amaro. C’è l’evento scatenante, l’autoreferenzialità, la desolazione alla 28 giorni dopo, i soliti sopravvissuti (tra cui John Leguizamo) che lottano per arrivare alla fine (del film), spiriti di vaga matrice carpenteriana (The Fog), sussulti visivi e sonori, attese, sviluppi graduali, chi ce la fa e chi no. Tutto terribilmente classico; banale, si direbbe.
Eppure la birbonata funziona, e pur con qualche momento di evidente stanca riesce a stare in piedi fino al termine, grazie a una regia brillante e a un ottimo utilizzo della fotografia, ovviamente imperniata sui contrasti tra buio fagocitante e luminosità accecanti.

Anderson, poi, ha il merito di non spiegare un bel niente (una volta tanto…), e di osare una conclusione criptica, ma anche abbastanza coraggiosa, dopo la quale si resta incerti, spiazzati, dubbiosi, frastornati. Ma non delusi.

Vanishing in fondo parla di noi, e della solitudine di questi tempi in cui tutto si costuisce e si disperde senza remore, purtroppo. Mentre camminate per strada, stasera, fate attenzione alle ombre.