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TOFIFE 28 - Wasted on the Young

Interessante film australiano proiettato al festival: drammi e vendette di ragazzi ricchi allo sbando.

wasted on the young

Prima dell’inizio della proiezione di Wasted on the Young, il regista australiano Ben C. Lucas, presente in sala, ha detto: “questo è un film che vuole far discutere. Potete amarlo oppure odiarlo, ma non essere indifferenti. Non voglio recensioni con le mezze stellette, preferisco zero stelle oppure quattro“.

Non me ne vorrà il simpatico Lucas, ma di dare quattro stellette al suo film d’esordio non me la sento. Neanche zerò, però, assolutamente. Wasted on the Young, infatti, è un’opera imperfetta ma meritevole di considerazione.

Una tipica scuola australiana, moderna e supertecnologica. La maggior parte degli studenti sono di famiglia ricca. Ci sono varie “caste di potere”: i bulli dominano, i deboli subiscono, la virilità e il rispetto contano più di ogni altra cosa. Ogni tanto si fanno feste in cui ci si sballa tra alcool, sesso e droga. Una sera, però, due tra i protagonisti perdono il controllo, e stuprano una ragazza. Il fratello di uno di loro, innamorato della vittima, inizierà a covare la sua voglia di vendetta.

wasted on the young

Il lavoro di Lucas si presenta come un trip/rave movie, nel quale la musica techno e la tecnologia imperante dominano la messinscena. Per fortuna, però, il regista, grazie anche a un ottimo lavoro del direttore della fotografia, e ad attori giovani ma dotati di buon carisma, riesce a non affogare nel potere della forma, riuscendo anche a regalare sostanza alla sua storia.
Questi giovani ragazzi altoborghesi allo sbando, che comunicano solo tramite computer e cellulari, sono in realtà ancora dotati di sentimenti umani, e riescono ancora a piangere, arrabbiarsi e soffrire. La società, però, è cattiva, e il microcosmo scolastico vive di omertà, regole non scritte, violenza palpabile, soggetti che diventano meri strumenti per il divertimento altrui.
Stiamo andando verso l’autoannientamento, e Lucas ce lo dice attraverso una messinscena ritmica e ipnotica, forse un po’ pesante in certi punti, ma comunque percorsa da una forte tensione pronta a esplodere in ogni istante. Peccato per il finale, troppo arzigogolato e assai discutibile.